Infilata dentro una valigia, caricata su un’auto e quasi imbarcata su una nave da crociera diretta in Grecia, per trascorrere le vacanze. È successo a una bambina milanese di sei anni: per fortuna lei ha creduto fosse un gioco, uno scherzo. Non lo era affatto, invece. Papà e mamma si stanno separando, il padre e la sua nuova compagna volevano portare alle Cicladi la piccola. Per farle fare un po’ di mare, un po’ di spiaggia. La mamma però non si fidava, non era d’accordo. E così non ha rilasciato all’altro genitore la carta d’identità della minore, valida per l’espatrio. Il papà, allora, ha pensato di fare da sé.
Visto che erano i suoi giorni per stare con la figlia, l’ha presa dalla casa materna come da accordi, ma senza dare troppe spiegazioni o dettagli sul programma. Ha portato la bambina ad Ancona, in auto. Poi, indicandole la valigia, le ha detto: «Dai, infilati qui dentro che poi chiudo, e ce ne andiamo al mare, sulla nave da crociera». Pensava di eludere i controlli, ma aveva fatto i conti senza l’oste. Nel piazzale deputato all’imbarco delle navi, un attimo prima che salisse sul pontile e si dirigesse al largo, è stato fermato dal personale di bordo che effettua controlli. L’uomo è sbiancato. Ma ancora di più chi ha aperto la valigia e ha visto uscire la bimba. Sorridente, tutto sommato. Credeva fosse una sorpresa e «dimostrava di avere un buon rapporto con il padre», scrivono nella relazione i poliziotti della Questura di Ancona.




























