Le voci erano girate eccome in quei mesi in città. “Anche gli operatori del mercato ortofrutticolo pagano il pizzo ai nuovi padroni di Marano”, si diceva – più o meno sottovoce – nelle strade cittadine tra il 2015 e il 2016. Qualcuno confermava, altri smentivano. Ora, invece, grazie alle intercettazioni ambientali e al contenuto delle registrazioni trascritte dagli inquirenti, la verità è venuta a galla: anche gli operatori mercatali hanno pagato un obolo (chiamiamolo così) mensile agli Orlando. Lo hanno fatto, secondo quanto ricostruito dai giudici inquirenti – per pochi mesi, forse cinque o sei, come emerso dai racconti di alcuni concessionari, intercettati dai carabinieri. Settantacinque euro al mese, da pagare – dicevano gli uomini inviati nella struttura di via Unione Sovietica – come contributo per il mantenimento dei carcerati.
Mille e cinquecento euro al mese. Pagavano tutti, almeno così pare, compresi i concessionari degli stand imparentati con personaggi di spicco della malavita locale e dell’imprenditoria, tra cui i familiari di Antonio Di Guida, a sua volta taglieggiato dagli Orlando per la sua attività nel settore edilizio. I carabinieri, appurate le richieste estorsive, hanno pure ascoltato – come persona informata sui fatti – l’attuale presidente della struttura, Gaetano Schiano (non indagato), che ha riferito di esser stato avvicinato da alcuni ragazzi portatori di un messaggio ai concessionari e di essersi limitato a presentarli agli altri operatori. E ancora: di non aver partecipato al successivo summit che si sarebbe svolto tra le parti e di non essere a conoscenza di ciò che fu detto in quell’occasione.
Al mercato ortofrutticolo, è storia nota, operano le famiglie Simioli (vincoli di parentela con il super ricercato Giuseppe, alias ‘o Petruocelo), Simeoli (vincoli di parentela con Luigi Simeoli, in carcere da qualche anno, ex vicesindaco di Marano nel lontano 1988, e con gli altri Simeoli condannati per associazione camorristica), Liccardo (vincoli di parentela con il defunto boss Pasquale Liccardo e con l’ex sindaco Angelo Liccardo), i Di Guida e tanti altri.
Concessionari da tempo immemore, senza che il Comune in questi anni abbia mai pensato di varare un nuovo bando per consentire anche ad altri di usufruire degli spazi pubblici. Il mercato, lo ricordiamo a chi si fosse distratto, è a tutti gli effetti un bene di proprietà dell’ente cittadino.
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