Il 24 gennaio scorso la Corte di Appello di Napoli, sesta sezione, rimodulando le condanne di primo grado, ha abbassato la pena ad Alfonso Fabozzo, anni 7 di reclusione (difeso dagli avvocati Nicola Marino e Gaetano Spinelli che sono subentrati solo nel grado di appello) e Daniele Petrillo ad anni 5 e mesi 1 di reclusione (difeso dagli avvocati Fortunato ed Albanese).
Il processo in questione risulta essere uno stralcio di quello già celebrato in Corte di appello, prima sezione che vedeva 10 imputati del clan Di Cicco di Lusciano.
Mentre i primi 10 scelsero il rito abbreviato, Fabozzo, 48enne di San Cipriano, rispondeva di una estorsione consumata e di una tentata ai danni di un noto ristoratore e titolare di un caseificio di Lusciano; Petrillo, 53enne originario del napoletano, rispondeva dell’accusa di aver imposto contratti di vigilanza ad una serie di attività commerciali site sul territorio di Lusciano, il tutto aggravato dall’articolo 7, aggravante mafiosa, per aver favorito il clan dei Casalesi, fazione Bidognetti. Fabozzo e il Petrillo scelsero il rito ordinario e furono condannati entrambi a 9 anni di reclusione. Entrambi gli imputati furono colpiti da decreto di fermo a fine gennaio del 2014 insieme ai restanti 10, e le indagini, concluse 3 anni fa vennero coordinate da pm della Dda Cesare Sirignano e Giovanni Conzo.
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