Clan Gionta, condanne in Appello per il vertice in rosa

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Ce lo ricordiamo tutti il ruolo che svolgevano le donne all’interno della mala di Torre Annunziata; donne senza scrupoli quelle del clan potentissimo dei “valentini”. Un’organizzazione criminale che è stata decimata grazie all’operazione “Alta marea” a novembre del 2008. Questo ultimo filone processuale, finito oggi in Corte d’appello, settima sezione, segna l’ultimo passo della criminalità oplontina. Nelle misure cautelari le accuse erano di associazione di stampo mafioso (416 bis), reati commessi all’estero (articolo 7 codice penale) ed estorsioni.
Sostanzialmente sono state confermate le condanne comminate in primo grado.

A tessere la la tela di Penelope Teresa Gionta (l’avvocato è Roberto Cuomo), sorella del boss poeta Aldo; era lei il riferimento del giro di estorsioni con i cui soldi venivano pagati gli avvocati e le “mesate” ai detenuti affiliati al clan. Ha ricevuto soltanto un anno di sconto e dovrà restare in carcere otto anni in continuazione; Francesca Donnarumma, sorella della moglie del super boss Valentino Gionta, invece, con la pena confermata, dovrà scontare sei anni. Anna Paduano (gli avvocati sono Balzano e Giovanni Tortora), sorella del baby ras Salvatore, sei anni. Poi ci sono Michele Guarro (difeso dall’avvocato Giuseppe De Luca), otto anni; Felice Savino passa da nove ad otto. Pasquale Savino, sette anni, Benito Cioffi quattro anni.

© Copyright Mario Conforto, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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