Peggio. Molto peggio dell’Aquila. La prima valutazione dei tecnici sui danni del terremoto agli edifici è allarmante.
Ottantamila domande di sopralluoghi a immobili danneggiati già arrivati. Almeno altre centomila attese nelle prossime ore. Ci si aspetta almeno duecentomila domande. Sono quattro volte più che all’Aquila, più di ogni altra emergenza secondo le previsioni dell’Anci. Oltre al terremoto c’è già in agguato la burocrazia. Per rientrare nelle proprie case, per sapere quando potranno metterle in sicurezza, gli abitanti dei centri colpiti dal sisma rischiano infatti di dover aspettare mesi.
La storia riguarda le schede Aedes, quelle di rilevamento del danno delle singole abitazioni. Fatte le ordinanze di urgenza di evacuazione o comunque di inagibilità delle casa, i sindaci devono decidere come comportarsi con gli immobili: se possono, cioè, fare rientrare i cittadini. O se invece devono essere effettuati lavori di messi in sicurezza. Serve dunque il parere dei tecnici. Al 21 ottobre la Protezione civile diceva di avere evaso 21mila richieste di sopralluogo sulle 77mila presentate a quella data. Ora il lavoro raddoppia. E per ottenere tempi ragionevoli di risposta servirebbero migliaia di tecnici che, chiaramente, non ci sono.
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