La recensione. I, Daniel Blake, il film di Ken Loach che ha commosso Cannes

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Il grande regista di Terra e libertà ha ottenuto  a Cannes la Palma d’oro per il film I, Daniel Blake, il massimo riconoscimento previsto nell’ambito della rassegna cinematografica, in una serata di standing ovation, tra emozioni e lacrime.  La giuria, presieduta da George Miller, ha così decretato la grandezza del regista, già Palma d’oro nel 2006 per il film Il vento che accarezza l’erba: il valore della carriera militante e appassionata di un autore  impegnato come nessuno su temi sociali e politici, che  ha emozionato e spinto alla riflessione, ha nutrito ideali, ha rappresentato la lotta per un mondo migliore. L’attacco al sistema della società borghese capitalistica è passato, nei film di Ken Loach, attraverso la narrazione di storie di sfruttamento e di riscatto, di lotte e di vittorie. I suoi personaggi, carichi di tensione, di grandissima forza d’animo, non soccombono passivamente alle ingiustizie, alla morsa del sistema, alla protervia del forte.

Un cinema militante e  libero dalle convenzioni, che ha levato la sua voce contro le dittature, e ricordiamo Terra e libertà e la Canzone di Carla, che si è saputo avvicinare anche ai problemi degli immigrati, come in Bread and Roses, dei disoccupati, degli adolescenti. Vicende umane e commoventi e verità scomode, come in questo suo ultimo film, in cui un falegname e una ragazza madre lottano contro la burocrazia per ottenere il sussidio economico che a loro spetta. Ecco cosa rappresenta per il cinema inglese e per quello mondiale  questo gentile signore che ha raggiunto gli 80 anni, ma ancora fervidamente porta con sé tutte le  sue passioni in rivolta, e ci ricorda: “Restate forti, perché il festival è importante per il futuro del cinema. Ricevere questo premio in questa situazione storica è molto importante. Non dobbiamo dimenticare le storie dei personaggi che hanno ispirato il film. Ci troviamo in un mondo pericoloso dove il neoliberismo rischia di ridurre in miseria migliaia di persone. Il cinema è portatore di tante tradizioni, e fra questa c’è la protesta del popolo contro i potenti. Non solo un altro mondo è possibile – ha concluso Loach – ma è necessario”.      

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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