Bassolino non si dà pace e insiste: “Mi aspettavo una telefonata da Renzi”

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«Senza rivotare nei seggi contestati le primarie di Napoli sono delegittimate. Il Pd deve riconoscerlo, altrimenti è il massacro: e non solo a Napoli, anche nel resto d’Italia»: Antonio Bassolino, ex sindaco di Napoli, ex governatore della Campania, è una furia dopo il caos primarie. Non riconosce la vittoria di Valeria Valente, impugna i video che dimostrano l’«acquisto» di elettori fuori dai seggi, e si scaglia contro Renzi che sottovaluta, da segretario Pd, il caos napoletano: «Mi aspettavo almeno una telefonata dal premier», dice negli studi di #Corrierelive con Alessandra Arachi, Goffredo Buccini, Tommaso Labate.

Voto taroccato, rifacciamo le primarie

Il suo chiodo fisso sono i seggi contestati: «Il distacco è di appena 400 voti, quindi significa una differenza di 200 voti. Ci sono diversi elementi per annullare questo voto e rifare le elezioni primarie in cinque seggi potrebbe fare la differenza», insiste Bassolino. «Cinque anni fa le primarie furono annullate, non fu proclamato chi aveva vinto e fu il suicidio del Pd. Perché è successo cinque anni fa e oggi non possono essere annullate? Si usano due pesi e due misure. Non le volete annullare? Ma almeno si rivoti in questi seggi, perché se il voto è reale, qual è il problema? In pochi giorni risolviamo la questione. Viene fuori che perdo per un solo voto? Basta, va bene, sostengo la Valente. Ma se il voto è taroccato, come dimostrano le immagini viste in tv, le cose andranno diversamente. Devo essere connivente con una bruttura? Al posto della Valente, avrei chiesto subito di ripetere il voto». L’ipotesi che il Pd non accetti neanche il terzo ricorso e vada dritto sulla strada Valente? Bassolino neanche la prende in considerazione: «Vedremo», glissa.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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