Camorra, si dissocia anche il nipote di Cesare Pagano. C’è fermento e scompiglio nella mala di Melito, Mugnano, Casavatore e Arzano

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Tribunale, Corte di Assise, uno dei processi nati dalla cosiddetta faida di Scampia. Alla sbarra, in videoconferenza, Carmine Pagano, nipote del numero uno degli scissionisti, Cesare.  Carmine Pagano chiede  la parola, il presidente acconsente. Il giovane rampollo confessa la propria responsabilità nel duplice delitto per cui è imputato e si rivolge alle famiglie delle vittime: «Chiedo perdono, soprattutto ai vostri figli, perchè anche io sono orfano di padre». Carmine pagano è il quarto, in successione cronologica, a decidere di ammetere le proprie responsabilità. Nelle scorse udienze avevano confessato altri pezzi da novanta della paranza dei nemici dei Di Lauro, «gli scissionisti della prima faida»: Gennaro Marino detto Mckkei, Ciro Mauriello e Arcangelo Abete hanno ammesso di aver partecipato a quel duplice omicidio che segnò l’inizio della strage, la doppia esecuzione, nel 2004,  di Fulvio Montanino (amico strettissimo di Paolo di Lauro, alias Ciruzzo ‘o milionario) e Claudio Salierno (amico strettissimo di Paolo di Lauro, alias Ciruzzo ‘o milionario)

Una nuova decisione a sorpresa che segue, com’è noto, quella della dissociazione di Cesare Pagano che carica questo processo di attese e nuovi interrogativi: «Mi dissocio da tutto e ammetto le mie responsabilità in questo omicidio» ha detto ieri il boss degli scissionisti in Corte d’Assise comunicando la decisione di rompere con il passato e Ammettendo confessando i reati per i quali è accusato e ribadendo la scelta processuale annunciata ieri in udienza alla Corte d’Assise d’Appello.

Il Mattino

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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