Il Comune perde migliaia di euro al giorno per i mancati introiti derivanti dalla mancata attivazione delle aree di parcheggio poste davanti ai presidi istituzionali, Comune, Giudice pace, caserma, senza contare l’ufficio postale, e per quelle ubicate nei pressi dell’Asl di via Falcone. Senza contare, poi, le strisce blu sui principali corsi, non in funzione da almeno 4 anni. Soldi che finiscono nelle tasche degli abusivi o che non vengo semplicemente incassati. La gara per le strisce blu è ferma al palo presso la Stazione Unica Appaltante, ma l’ente, che è in pre-dissesto, quindi ad un passo dalla bancarotta, non ritiene di dover prendere provvedimenti alternativi, ad esempio bandendo un nuovo avviso pubblico o un bando per la ricerca di un’azienda privata.
Il Comune, sempre ad un passo dal crac, spende soldi per la gestione del Giudice di pace, anticipando i fitti per gli altri comuni (l’ente ha maturato un credito di circa 300 mila) e a giovare della presenza degli uffici sono solo i privati: un bar, gli abusivi della sosta e qualche altro negozio ubicato in zona. Non incassiamo un centesimo, ma ne spendiamo tanti per mantenere la struttura che serve sei comuni e non solo Marano.
Il Comune, sempre ad un passo dal fallimento, ha creato nei giorni scorsi un nuovo settore amministrativo, Gestione risorse umane, che sostituisce gli Affari generali. La creazione del nuovo settore, però, comporterà una spesa di almeno 10-12 mila euro all’anno poiché deve esser diretto da un responsabile di settore. Un esborso che negli ultimi tre anni non c’era mai stata, poiché gli Affari generali erano incardinati in un’area, quella amministrativa, diretta da un dirigente che si occupava (senza percepire la relativa indennità) anche del personale comunale.
L’ex commissario straordinario Franca Fico, in sella a Marano per soli 8-9 mesi, aveva in mente di tagliare alcune posizioni organizzative, accorpare vari settori, proprio in virtù delle difficoltà finanziarie del Comune. I commissari attuali, con l’avallo del dirigente dell’area economica Bonino, hanno invece ritenuto che il personale debba stare alle dipendenze dell’area economico-finanziaria e con capo settore che, volente o nolente, dovrà necessariamente intascare la sua indennità di posizione, ovvero tra gli 8 e i 12 mila euro l’anno.
Il commissario straordinari Reppucci, come se non bastasse, acquista ogni giorno (con soldi comunali) la bellezza di cinque giornali cartacei (Il Mattino, Cronache di Napoli, Repubblica, Il Sole 24 ore e il Corriere della Sera) per un costo giornaliero, da calcolare per sei giorni, pari a 7,90 euro. Al mese fa poco meno di 200 euro, in un anno la cifra tocca la soglia di 2400. Soldi sprecati poiché con gli abbonamenti on line si risparmierebbe quanto meno il 50 (se non di più) per cento. Lo si fa in tutti i comuni italiani, tranne a Marano, dove si sprecano risorse per il cartaceo. E poi dicono che non ci sono risorse, che non ci soldi.
I soldi ci sono, anzi potrebbero esserci se si varasse un piano di spesa più oculato e un piano di recupero crediti (ci sono decine di case e parchi allacciati abusivamente alla condotta idrica ma nessuno vuole stanarli), iper necessario vista l’enorme difficoltà in cui versa l’ente.
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