Caro dottor Virgilio, le scrivo per sottoporle un problema che riguarda non solo me, ma anche molte donne della mia generazione: emancipazione e sicurezza economica sono un binomio che, sommato, dà come risultato la libertà da rapporti affettivi. Il mio percorso di vita è stato caratterizzato da una serie di rapporti non andati a “buon fine”, così ho scelto un periodo di “pausa di riflessione” su me stessa. Ora, avendo superato i 50 anni, mi ritrovo spesso a pensare alla mia libertà e mi coglie, a volte, un dubbio: qual è il sottile confine che separa la libertà dalla solitudine? Sarò capace di riconoscere e accettare un nuovo legame?
Ornella, Casavatore
Libertà e individualismo! Non veniamo al mondo da soli, siamo sempre frutto di una progettualità altra. L’essere umano non è autogenerativo, pensare a se stessi come unici e indispensabili è un falso mito, sul quale poggiamo false speranze, che purtroppo stanno accompagnando con false credenze l’individuo dei nostri tempi. Emancipazione, autonomia, individualismo sono concetti che guidano la persona nell’affermazione del proprio sé; ma soffermandoci a riflettere, questi presupposti non sono quelli che caratterizzano la vita del bambino quando comincia a sperimentare le prime forme di autonomizzazione? Superate queste fasi, ci si rende conto che la nostra identità nasce altrove, con l’altro, anzi con un altro ampliato, che diventa sociale, perché è questo che concorre alla formazione della nostra identità. E’ là che viene strutturato il proprio riconoscimento personale, è il sociale infatti che ci mette in contatto con la nostra immagine, con la nostra modalità di essere anche nelle forme più profonde. Non si è mai da soli, si è sempre accompagnati…accompagnati dalla parola che all’origine è di un altro, ed è quella parola che ci ha permeato nell’intimità, costruendo il nostro inconscio, il nostro essere nelle parti intime, quelle che fanno entrare in contatto con l’altro. Non riusciamo a capire perché con alcuni è più facile che con altri costruire un rapporto, né perché ci innamoriamo di determinate persone: come se fossimo governati da qualcosa che ci orienta in un certo modo, oltre i nostri intendimenti. Allora dove nasce la libertà? Il sentirsi liberi abita dentro la persona, che non confonde questa emozione con il concetto di libertà, rincorso dalla massa e che può diventare inquietante quando non si è liberi di scendere dentro le proprie parti più nascoste, perché ci può essere sempre un ostacolo che non rende la discesa così libera.
Dottor Raffaele Virgilio, psicologo e psicoterapeuta
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