Il re delle mele» fu ucciso nel maggio del 2014 a Caianello con sei colpi sparati da Pasquale Savanelli con una Smith&Wesson, calibro 38. Condannato a 30 anni di carcere, Savanelli, socio di Galdiero, ieri ha beneficiato degli arresti domiciliari a Giugliano in Campania, dopo soli due anni trascorsi in carcere. A deciderlo è stato il giudice Giovanni Caparco del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta dell’avvocato difensore Antonio Mirra.
Salute precaria e incompatibilità con il sistema carcerario: questa la motivazione della scarcerazione. Il giudice Caparco, nell’ottobre del 2015, aveva condannato l’imputato per omicidio volontario, al termine di un processo con rito abbreviato. Gennaro Galdiero era collega e amico di Savanelli; titolari di coop agricole riunite nell’Aop, l’associazione di produttori ortofrutticoli di cui Galdiero era amministratore delegato, i due avevano stretto un rapporto di complicità e lealtà. A riprova di ciò, poco prima del delitto erano state pubblicate foto su facebook che li ritraevano a braccetto; ma nel 2014 il rapporto tra i due si era incrinato. Il rancore era cresciuto, fino a quel tragico 27 maggio, giorno in cui l’omicida si era recato in un ristorante di Caianello dove lo aveva raggiunto il socio. Insieme avevano pranzato al tavolo del ristorante situato nei pressi dello svincolo dell’autostrada A1. Poi si erano salutati, solo che Savanelli aveva fermato Galdiero all’uscita del ristorante e lo aveva sparato mentre la vittima si trovava alla guida della sua vettura. Savanelli, dopo poche ore, decise di consegnarsi alle forze dell’ordine: «Si, sono stato io a sparare a Gennaro», aveva detto agli inquirenti. La cosa che l’omicida non ha mai rivelato, neanche durante il processo, è il movente”.
Il Mattino
© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews

























