Attentato a Ranucci, Lavitola tenta di condizionae le indagini. Indica una “donna del mistero”: nuove dichiarazioni scuotono l’inchiesta

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Si arricchisce di nuovi elementi, tutti ancora da verificare, l’inchiesta sull’attentato intimidatorio ai danni del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. A riaccendere il dibattito è Valter Lavitola, indagato nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma, che in una recente intervista al Giornale lancia una pista alternativa agli investigatori, evocando la presenza di una presunta “donna del mistero”.

Con un riferimento al celebre motto francese “Cherchez la femme”, Lavitola sostiene che gli inquirenti dovrebbero concentrare l’attenzione su una donna indicata negli atti della Procura con la sola iniziale “L.”, descritta come una persona “verosimilmente appartenente al contesto personale e professionale della vittima”.

Secondo quanto riportato negli atti dell’indagine, gli investigatori non escludono che la donna possa aver ricevuto in passato contatti, o tentativi di contatto, da soggetti collegati al grave episodio intimidatorio oggetto dell’inchiesta. Si tratta, tuttavia, di un elemento investigativo ancora in fase di approfondimento e che non attribuisce alcuna responsabilità.

Lavitola va oltre quanto contenuto negli atti e sostiene che tra la donna e Ranucci vi sarebbe stata una relazione sentimentale “vera e forte”, aggiungendo che lei avrebbe faticato ad accettarne la natura non ufficiale e che avrebbe manifestato una forte gelosia. Secondo la ricostruzione fornita dall’ex faccendiere, questa situazione avrebbe provocato frequenti tensioni, fino ad arrivare a telefonate e discussioni legate alle presunte frequentazioni del giornalista.

Si tratta di dichiarazioni rese da un indagato e che, allo stato, non risultano confermate dagli inquirenti né trovano riscontro negli atti pubblicamente noti dell’indagine.

Dagli elementi emersi finora, la donna avrebbe lavorato a lungo per la Cisl, per poi diventare assistente di un noto dirigente sindacale. Un percorso professionale che, secondo quanto ricostruito, si sarebbe intrecciato con l’attività giornalistica di Ranucci, autore dell’inchiesta di Report “Gli insindacabili”, dedicata alle retribuzioni dei vertici della Cisl e alle polemiche interne al sindacato.

L’inchiesta della Procura di Roma prosegue nel massimo riserbo. Saranno gli approfondimenti investigativi, le eventuali intercettazioni e gli ulteriori accertamenti a stabilire se le dichiarazioni di Lavitola abbiano un fondamento oppure rappresentino esclusivamente una propria ricostruzione difensiva.

Al momento, resta fermo il principio della presunzione di innocenza: le dichiarazioni rese da Lavitola costituiscono la posizione di un indagato e non rappresentano fatti accertati.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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