Maxi sequestro di merce contraffatta tra Isernia e Caserta: denunciato un imprenditore cinese

0
Condividi
67 Visite

Le indagini della Guardia di Finanza di Isernia hanno portato alla scoperta di un vasto giro di commercio di prodotti contraffatti, culminato con la denuncia di un imprenditore di nazionalità cinese alla Procura della Repubblica di Napoli Nord.

L’operazione, condotta dai militari del Comando Provinciale di Isernia, è nata dal sequestro di alcuni articoli falsificati rinvenuti nella provincia pentra. Attraverso un’approfondita attività investigativa, le Fiamme Gialle sono riuscite a ricostruire l’intera filiera di approvvigionamento, individuando due depositi commerciali situati nella vicina provincia di Caserta.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, nel novembre dello scorso anno sono state eseguite perquisizioni nei due esercizi commerciali, destinati alla vendita all’ingrosso e al dettaglio di articoli per la casa, prodotti elettronici, abbigliamento e cancelleria.

Nel corso delle verifiche sono stati sequestrati 7.582 prodotti risultati contraffatti o comunque non conformi alla normativa in materia di autenticità dei marchi, tra cui il marchio europeo CE, oltre a violazioni relative a brevetti, modelli e disegni industriali. I reati ipotizzati comprendono quelli previsti dagli articoli 473, 474, 515, 517 e 648 del Codice penale.

Le Fiamme Gialle hanno inoltre scoperto all’interno dei locali oltre mezza tonnellata di materiale pirotecnico detenuto illegalmente e destinato alla vendita durante le festività natalizie e di fine anno, sequestrato per violazione dell’articolo 678 del Codice penale.

Gli accertamenti successivi, supportati da perizie tecniche e ulteriori investigazioni, hanno consentito agli investigatori di raccogliere elementi ritenuti utili a sostenere le ipotesi accusatorie nei confronti dell’imprenditore, ritenuto responsabile dei reati di contraffazione e commercio abusivo di materiale esplodente.

La Guardia di Finanza sottolinea come il contrasto alla contraffazione rappresenti una priorità nella tutela dell’economia legale e della sicurezza dei consumatori. Il fenomeno, infatti, alimenta lavoro nero, evasione fiscale e riciclaggio, oltre a esporre gli acquirenti a potenziali rischi per la salute.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva di condanna.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti