Lavoro, benvenuti al sud: occupazione boom secondo tutte le rilevazioni. Il Mezzogiorno trascina l’Italia

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Una commercialista prepara da casa un documento fiscale per un'azienda cliente, Roma, 29 maggio 2023. ANSA / CARMELA GIUDICE (generica, simbolica, donna, lavoro, smart working, casa, remoto)
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Lo riconosce anche Arianna Meloni: «Il Sud è diventato la locomotiva d’Italia e abbiamo fatto moltissime cose: abbiamo difeso le nostre eccellenze, i nostri prodotti, il nostro Made in Italy, le nostre filiere. Le abbiamo difese in Europa. Le abbiamo difese sui mercati internazionali, anche andando ad aprire nuovi mercati, e oggi l’export esplode e ci indica come la quarta nazione al mondo, superando il Giappone e la Corea del Sud».

E del resto, se la matematica (compresa quella percentuale) non è un’opinione, i numeri parlano chiaro: è il Mezzogiorno l’area che ha trainato la crescita dell’occupazione a livello nazionale nel 2025. Con un incremento degli occupati pari all’1,5%, il Sud ha spinto l’Italia a un +1,1%, lo stesso dato del Centro. Nord-ovest (+0,9%) e Nord-est (+0,8%) alle spalle. Lo dice l’Istat nelle stime preliminari del Pil e dell’occupazione territoriale.

Lavoro, i dati Istat confermano il buon operato del governo: ecco i frutti

E mentre il dato sul Pil è stato più omogeneo (+0,5% Italia, +0,6% Mezzogiorno), è il dato sul lavoro a colpire. Nel Nord-ovest e nel Centro gli incrementi più elevati si sono registrati nelle costruzioni (con aumenti, rispettivamente, del 5,3% e del 5,8%); mentre nel Nord-est la crescita ha interessato soprattutto il comparto del commercio (+2,3%) e gli altri servizi (+2,1%). Nel Mezzogiorno, invece, gli aumenti più consistenti si sono registrati nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+2,8%) e negli altri servizi (+2,4%).

Il Sud traina l’occupazione, FdI commenta i dati Istat e smentisce le politiche della sinistra

Il che, tradotto dal mero calcolo economico-sociale, significa che mentre l’Istat certifica la fotografia di un’Italia che corre, con l’occupazione nazionale a +1,1% e un Mezzogiorno straordinario capofila della crescita al +1,5%, Fratelli d’Italia e i rappresentanti del governo Meloni incassano il risultato rivendicando l’efficacia delle proprie ricette economiche. E i dati preliminari del 2025 su Pil e lavoro sgretolano, nei fatti, le narrazioni catastrofiste delle opposizioni e la propaganda demagogica della sinistra. Nette, allora, le reazioni dei parlamentari di Via della Scrofa, che sottolineano a ragione il cambio di passo rispetto alle passate stagioni politiche.

Lavoro, Bignami: «Italia e Sud continuano a crescere grazie a investimenti, non al reddito grillino»

A partire dal commento postato sui social dal capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che va dritto al punto: «Con il governo Meloni nel 2025 l’Italia e il Sud continuano a crescere. Lo dice l’Istat confermando che sono gli investimenti e il sostegno al lavoro a far crescere l’economia e creare nuove opportunità, non l’assistenzialismo e il reddito grillino».

Lavoro, Zullo: al sud cresce più che nel resto d’Italia grazie a scelte vincenti del governo

Ossia: la fine della logica dei sussidi a pioggia e del “metadone di Stato” emerge come il vero motore del riscatto del mondo del lavoro, specie in campo meridionale. Non a caso lo ribadisce con forza anche il senatore Ignazio Zullocapogruppo in commissione Lavoro a Palazzo Madama, parlando di «scelte vincenti» di un esecutivo che ha saputo finalmente investire sulle imprese reali. E non sulle mance elettorali. Il Sud che cresce nel commercio, nei servizi e persino nell’agricoltura (in netta controtendenza rispetto al Centro-Nord). Il che, secondo Zullo, è la dimostrazione che la strada intrapresa è quella corretta.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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