“Turni fino a 14 ore e trattamenti umilianti”. Bufera sul leader della sinistra spagnola Pablo Iglesias

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La sinistra spagnola vive un periodo particolarmente complicato. Dai grattacapi del premier Sanchez ai problemi con la giustizia di Josè Zapatero, l’elenco è sempre più lungo. Ora è arrivato il momento di Pablo Iglesias, fondatore di Podemos nonché ex vicepremier. Il 47enne è finito nel mirino della Confederación Nacional del Trabajo (CNT) – mito dell’anarcosindacalismo – per i presunti trattamenti riservati ai dipendenti della sua Taberna Garibaldi, situata nel quartiere madrileno di Lavapies.

“Trattamenti umilianti da parte della direzione aziendale”, “turni di lavoro fino a 12 e 14 ore” e “ripetute violazioni dei diritti fondamentali del lavoro”: questi gli addebiti rivolti a Iglesias in un comunicato stampa diffuso nelle scorse ore. “Finchè il divario tra retorica e realtà rimarrà insostenibile, di fronte a datori di lavoro che affermano di gestire ‘l’ultimo baluardo del proletariato’, noi difendiamo i diritti delle lavoratrici”, la denuncia della CNT, che ha poi elencato tutte le mancanze dell’azienda in questione.

Tra i punti più dibattuti troviamo la mancata attuazione di un protocollo contro la violenza di genere, le vessazioni – con tanto di urla e insulti – e il mancato pagamento di arretrati e straordinari. “Nel frattempo, i lavoratori continuano a subire turni di 12 e 14 ore, cambiamenti organizzativi non pianificati, ripetute violazioni dei diritti fondamentali del lavoro e situazioni di trattamento degradante da parte dei dirigenti aziendali”, si legge ancora.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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