Due fronti politici restano particolarmente caldi nell’area nord di Napoli: da un lato Marano, ancora in attesa della decisione del Tar del Lazio sul ricorso contro lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose; dall’altro Mugnano, dove continuano riflessioni e trattative dopo l’ultimatum lanciato dal neo sindaco Luigi Schiattarella a uno dei consiglieri della sua maggioranza.
A Marano l’attenzione è tutta rivolta ai giudici amministrativi. Il collegio del Tar è riunito dal 27 maggio scorso, ma la sentenza non è ancora stata depositata. Una tempistica che, secondo gli addetti ai lavori, non rappresenta un’anomalia: per il caso del Comune di Caserta, infatti, furono necessari circa trenta giorni prima della pubblicazione della decisione.
L’esito del ricorso potrebbe avere conseguenze rilevanti sul futuro politico cittadino e, proprio in queste settimane, sui social network stanno comparendo pagine e contenuti dedicati alla promozione dell’esperienza amministrativa guidata dall’ex sindaco Matteo Morra, il cui mandato è stato interrotto proprio dallo scioglimento dell’ente.
Un’operazione che appare come un tentativo di rilanciare l’immagine della precedente amministrazione in vista dell’attesa pronuncia del Tar. Una strategia che potrebbe trovare terreno fertile soltanto nell’ipotesi di un accoglimento del ricorso. Nel frattempo, però, non mancano polemiche e ironie attorno ai contenuti diffusi online, soprattutto quando vengono rivendicate vicende che, secondo quanto emerso recentemente, sono state ridimensionate o smentite dalle verifiche effettuate dai commissari straordinari e dall’ufficio tecnico comunali.
Sul piano politico, resta difficile cancellare le criticità che hanno caratterizzato gli ultimi anni, anche sotto la giunta Morra. Marano continua infatti a confrontarsi con problemi strutturali e livelli di vivibilità giudicati da molti cittadini ben al di sotto degli standard attesi per una città delle sue dimensioni.
Non meno delicata è la situazione a Mugnano. Qui il neo sindaco Schiattarella ha aperto un caso politico chiedendo apertamente a un consigliere comunale di fare un passo indietro in relazione a una presunta vicenda di corruzione elettorale. Un aut aut che ha inevitabilmente innescato tensioni all’interno di Casa riformista.
In queste ore si susseguono incontri e confronti per individuare una soluzione condivisa. Sul tavolo restano diverse ipotesi: le dimissioni del solo consigliere finito nel mirino del sindaco, un passo indietro più ampio che coinvolga altri esponenti del gruppo (almeno un altro) oppure la scelta di non procedere con alcuna rinuncia e il conseguente muro contro muro.
I prossimi giorni saranno decisivi su entrambi i fronti.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews


























