A Giugliano l’illegalità diventa un diritto: l’UE impone all’Italia case per i rom sgomberati

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A Giugliano, fino ad aprile scorso esisteva uno degli insediamenti rom più problematici d’Italia: il campo abusivo di via Carrafiello, occupato da circa 500 persone di origine rom, per metà minori. Il sito, costruito su terreni privati il cui sgombero era richiesto fin dal 2019, è stato teatro di gravi episodi di degrado e illegalità, tra cui la tragica morte di una bambina di sette anni, folgorata da cavi elettrici scoperti nel gennaio 2024, e l’assalto che ne seguì all’ospedale locale da parte di un centinaio di residenti del campo.

La situazione, aggravata da anni di abbandono istituzionale, sembrava avviarsi a conclusione quando gli stessi occupanti hanno lasciato l’area sotto la pressione di un imminente smantellamento ordinato dal tribunale. Tuttavia, l’abbandono del campo non ha segnato la fine delle polemiche.

Lo scorso marzo, il Centro europeo per i diritti dei rom e l’Associazione 21 luglio hanno presentato un reclamo al Comitato europeo dei diritti sociali (Consiglio d’Europa), denunciando la sistematica discriminazione subita dai rom in Italia e l’assenza di alternative abitative dignitose. Il caso di Giugliano, secondo le due organizzazioni, è emblematico del fallimento dello Stato italiano nel garantire il diritto all’abitazione sancito dalla Carta sociale europea.

A Bruxelles, il reclamo è stato dichiarato ammissibile, e il Comitato ha ordinato al governo italiano di adottare misure urgenti per fornire alloggi temporanei, sicuri e dotati dei servizi essenziali – acqua, elettricità, igiene e smaltimento dei rifiuti – alle famiglie sgomberate. Entro metà settembre, l’Italia dovrà rendere conto delle azioni intraprese.

Nel frattempo, nonostante lo sgombero, molte famiglie si sono trasferite in un’area poco distante, mentre il dibattito politico si è infiammato. Il messaggio percepito da parte dell’opinione pubblica è che occupare abusivamente un terreno possa diventare un mezzo per ottenere un alloggio pubblico. Le associazioni rom, però, respingono questa lettura e ribadiscono la necessità di soluzioni abitative sostenibili e inclusive.

La Regione Campania, nel frattempo, ha stanziato oltre 800mila euro per favorire l’inclusione dei rom di via Carrafiello, mentre il Comune di Giugliano ha destinato un immobile confiscato alla mafia per ospitare circa quaranta di loro. Ma il nodo resta: come conciliare legalità, inclusione sociale e tutela dei diritti fondamentali?

La risposta è ora nelle mani delle istituzioni italiane, chiamate a trovare un equilibrio tra ordine pubblico e giustizia sociale, evitando che la questione venga ridotta a uno scontro ideologico o a una semplice emergenza.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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