IN PROVINCIA DI NAPOLI E’ UN FIORIRE DI INCHIESTE E ARRESTI DI SINDACI, AMMINISTRATORI E DIPENDENTI: MA PERCHE’ LA PREFETTURA NON DISPONE GLI ACCESSI, GLI ULTIMI RISALGONO ALL’EPOCA DI VALENTINI

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La provincia di Napoli è in gran fermento. La magistratura negli ultimi mesi ha emesso numerosi avvisi di garanzia e misure di custodia cautelare nei confronti di altrettanti sindaci, consiglieri, dipendenti e amministratori locali. Chi è accusato di associazione a delinquere, chi è accusato di aver ottenuto consensi da parte della criminalità organizzata, chi è accusato di truffa ai danni dello Stato, falso ideologico, traffico di influenze e chi ne ha più ne metta.

Sono finiti nel mirino dei magistrati i comuni di Marano, Giugliano, Poggiomarino, Palma Campania e Nola. Tutti Enti locali monitorati scrupolosamente dagli inquirenti. Al momento però, nonostante molti giornali e persino gli amministratori locali di quelle realtà, si aspettano l’invio di commissioni di accesso da parte della Prefettura di Napoli, al momento è tutto fermo. Da Piazza Plebiscito non si muove una foglia, se non per convegni, tagli di nastri e cerimonie varie.

Proprio ieri i consiglieri di opposizione del Comune di Poggiomarino, realtà in cui il sindaco e il vicesindaco sono stati arrestati per voto di scambio politico-mafioso, hanno chiesto al primo cittadino di dimettersi, prima di un possibile scioglimento.

È una situazione al quanto anomala e particolare che meriterebbe un approfondimento serio da parte di tutti gli esponenti delle istituzioni. Perché il Prefetto Di Bari, al vertice dell’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli da dicembre 2023, stenta a disporre accessi nei Comuni?

Perché anche il suo predecessore Palomba non ha disposto un solo accesso ma ha eseguito ciò che aveva già deciso il Prefetto Valentini, ora consigliere di Stato. E al Ministero dell’Interno cosa ne pensano? Piantedosi molto scrupoloso e attento sui temi della legalità che aspetta a nominare commissioni di accesso come ha fatto a Bari, Caserta e a Latina? I comuni dell’area nord sono forse meno importanti?

Eppure la normativa parla chiaro: lo scioglimento del consiglio comunale per accertate infiltrazioni mafiose è una misura a carattere preventivo. Si tratta di un provvedimento amministrativo che non mira ad accertare la sussistenza di reati ma a prevenire che la criminalità possa condizionare le scelte politico amministrative di un Comune. E Napoli lo sanno, in Prefettura lo sanno, ma nonostante il Prefetto Michele di Bari, si sia distinto nel corso della sua carriera prefettizia alla guida della Prefettura di Reggio Calabria per aver inviato 19 commissioni d’accesso antimafia, sciogliendo così la bellezza di 18 consigli comunali.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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