Una mannaia giudiziaria che trova la sinistra pronta ad esultare e la premier Giorgia Meloni furiosa: “Assurdo, in aiuto della sinistra parlamentare arriva quella giudiziaria…”. Poi fa notare la strana coincidenza. “Pd, M5S e AVS hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo se intende aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’accordo sui flussi migratori con l’Albania. Avete capito bene -sottolinea il premier -alcuni partiti italiani stanno di fatto sollecitando l’Europa a sanzionare la propria Nazione e i propri cittadini, con il solo obiettivo di colpire politicamente questo governo. Una vergogna che non può passare inosservata”.
Dunque, a dispetto di quanto stabilito dal governo Meloni, secondo i giudici della sezione immigrazione del tribunale di Roma i dodici migranti portati in Albania devono tornare in Italia. E con orgoglio, la presidente della sezione Luciana Sangiovanni in una nota stampa, iper tempestiva, rivendica la decisione: “I trattenimenti non sono stati convalidati in applicazione dei principi, vincolanti per i giudici nazionali e per la stessa amministrazione, enunciati dalla recente pronuncia della CGUE del 4 ottobre 2024 a seguito del rinvio pregiudiziale proposto dal giudice della Repubblica ceca. Il diniego della convalida dei trattenimenti nelle strutture ed aree albanesi equiparate alle zone di frontiera o di transito italiane è dovuto all’ impossibilità di riconoscere come paesi sicuri gli Stati di provenienza delle persone trattenute, con la conseguenza dell’inapplicabilità della procedura di frontiera e, come previsto dal Protocollo, del trasferimento al di fuori del territorio albanese delle persone migranti, che hanno quindi diritto ad essere condotte in Italia”.
Sei pagine, per motivare la decisione. Un provvedimento lungo e articolato che sembra scritto prima non dopo l’udienza di stamane, senza


























