Coronavirus, quattro città campane nel caos. Quarantena per 100 medici

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Quattro città nel caos per il Coronavirus. Quattro città campane: Avellino, Torre del Greco, Striano e Sarno.

Gli effetti più devastanti – perché incidono su un servizio pubblico – si registrano nel capoluogo irpino e hanno come epicentro l’ospedale Moscati. Qui il 26 febbraio la donna (una insegnante originaria di Sarno, residente a Striano e attiva lavorativamente a Torre del Greco) si reca per fare assistenza al padre ricoverato nel reparto di otorinolaringoiatria per essere sottoposto a un intervento chirurgico. La degenza dell’anziano genitore è lunga, le notti che la donna – da figlia premurosa – ha trascorso in reparto numerose. L’insegnante durante la sua presenza in ospedale avverte un malore, probabilmente un calo di pressione e viene pertanto assistita in pronto soccorso. Ha qualche decimo di febbre, staziona circa due ore nel reparto (entrata alle 12, dimessa alle 14). Soltanto ieri – quando si è appreso del contagio e sono stati ricostruiti spostamenti e relazioni della paziente – nella cittadella della salute irpina è scattato il piano di emergenza. Risultato: la divisione di otorino è stata chiusa per 15 giorni, il primario Malafronte e 25 fra medici e personale sono stati messi in quarantena, i pazienti trasferiti in altre ali dell’ospedale, bloccati i ricoveri e gli interventi ambulatoriali. Di più: per dodici ore sono stati chiusi (per sanificazione) a blocchi i vari spazi del pronto soccorso, quarantena per il primario Maffei e 50 fra medici e operatori sanitari. Oggi il tutto dovrebbe ritornare alla normalità. Verifiche in corso sui locali della sala d’attesa dell’emergenza e del bar dell’ospedale dove sono stati registrati frequenti passaggi della donna. Il padre di lei (ora trasferito in isolamento nella divisione malattie infettive) è stato sottoposto a tampone. I primi risultati hanno dato esito negativo, così come il test effettuato sulla madre della donna, anch’essa avvistata spesso in ospedale per assistere il marito. Non presenterebbe sintomi ma quarantena domiciliare anche per lei.

STRIANO
Qui siamo nella città, in provincia di Napoli, dove l’insegnante vive con la famiglia: marito e 2 figli, posti in quarantena per 14 giorni unitamente ai vicini di casa residenti nello stesso stabile. Nessuno avrebbe manifestato sintomi, ma non si sa mai. Le scuole sono state chiuse per motivi precauzionali.

SARNO
Non è finita. Sarno, provincia di Salerno, città della quale la nostra paziente-veicolo è originaria e presso il cui ospedale, in pronto soccorso, si è recata lunedì con febbre alta e polmonite. Qui sono finiti in quarantena un fratello della donna (dipendente del Comune) e tutto il personale sanitario dell’emergenza: tre medici, due ausiliari, nove infermieri e anche una guardia giurata. Il pronto soccorso è rimasto aperto ma per tutta la giornata di ieri, almeno 40 persone che, a vario titolo, hanno dichiarato di aver incrociato la professoressa in questi ultimi sette giorni, si sono presentate chiedendo di essere sottoposte a test. Non è finita. Una scuola elementare ha bloccato il servizio mensa perché due cuoche sono state in contatto – per motivi personali, non lavorativi – con l’insegnante. Nessuno avrebbe i sontomi dell’infezione.

TORRE DEL GRECO
Torniamo in provincia di Napoli, altro scenario. Qui presta servizio la donna, all’istituto comprensivo Don Bosco-D’Assisi che insiste su due plessi: uno centrale, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa e uno in via del Clero. Entrambe le strutture sono state chiuse fino al 6 marzo con la sola esclusione degli uffici amministrativi centrali al fine di coordinare meglio gli interventi di emergenza. Il personale racconta che l’insegnante risulta assente da undici giorni ma il sindaco Giovanni Palomba è stato irremovibile: scuola chiusa e quarantena per alunni, docenti, personale amministrativo e Ata.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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