Marano, rete idrica e disastri. Izzo: “La giunta Morra fece un grave errore quando decise di non partecipare al bando per il rifacimento delle strutture”

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La cronaca dei recenti disagi idrici a Marano non è un semplice episodio di maltempo o di guasto occasionale, ma il sintomo evidente di una gestione amministrativa storicamente negligente verso la messa in sicurezza delle infrastrutture. La rete idrica, ormai obsoleta da anni, rappresenta un punto critico irrisolto, frutto di una politica sciatta che ha preferito accantonare gli interventi strutturali necessari alla tutela del territorio.
Un capitolo emblematico di questa inerzia risale al periodo immediatamente precedente allo scioglimento del consiglio comunale. In quella fase, l’amministrazione in carica decise di non partecipare a un bando regionale dedicato al rifacimento e all’ammodernamento della rete idrica. La giustificazione fornita dall’allora Sindaco fece leva sull’assenza di una struttura comunale capace di seguire la procedura. Una dichiarazione che, come confermato dai verbali consiliari, risulta smentita dai fatti: la capacità tecnica esisteva, ma la volontà politica di agire era venuta meno. Questa omissione è nota anche a chi oggi si pone in una posizione di critica vigile, evidenziando una continuità di responsabilità che travalica i confini delle singole amministrazioni.
La crisi idrica è aggravata da dinamiche locali specifiche, tra cui il fenomeno degli abusi idrici. Il consumo illegale, spesso associato a soggetti che utilizzano l’acqua senza controllo, ha portato la vasca della Recca a livelli minimi, mettendo a rischio l’approvvigionamento di un’area caratterizzata dalla presenza di giardini e piscine private. Una situazione che richiederebbe un monitoraggio rigoroso e costante, finora mancato, per garantire equità e sostenibilità nella distribuzione della risorsa.
Mentre le indagini sulle cause profonde procedono, la quotidianità degli abitanti della zona alta del paese è segnata dall’assenza di acqua dai rubinetti da diversi giorni. Nonostante il prezioso impegno profuso dall’ufficio tecnico comunale e dai suoi dipendenti, che operano sul campo per contenere l’emergenza, le soluzioni tampone non possono sostituire un intervento definitivo. Per risolvere il problema alla radice, è imperativo reperire le risorse economiche necessarie al rifacimento completo del circuito idrico e alla sostituzione delle pompe di sollevamento, unici strumenti in grado di restituire sicurezza e affidabilità a un sistema idrico che non può più attendere.
Michele Izzo
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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