Arzano e Marano, due omicidi di camorra in 24 ore. Le imprecisioni di siti e giornaloni su Palumbo

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Armando Lupoli. 30 anni, è stato ucciso ieri, ad Arzano, da due sicari vestiti di nero e con indosso caschi integrali in sella a uno scooter, che l’hanno affiancato mentre era in auto di ritorno dalla vicina Casavatore. La moglie della vittima, seduta nel sedile del passeggero, è rimasta illesa. Armando Lupoli era vicino al cosiddetto “clan 167” ed era cugino di un affiliato al clan camorristico di Arzano, scarcerato da pochi giorni.

A Marano, invece, l’uccisione nella mattinata di ieri di Castrese Palumbo, alias ‘o Svitapierno, legato al clan Nuvoletta. Uomo dedito agli affari principalmente, tra gli anni (80 e 90 aveva gestito anche fiorente business macchinette da poker. Ucciso, forse, secondo le prime ipotesi, poiché interessato ad alcuni affari del territorio, in particolare nel ramo edilzio. Molti giornali hanno tuttavia sbagliato la parentala di Palumbo: lui non era il cognato di Angelo Nuvoletta, meglio noto come Ngiolotto (da non confondere con Angelo, il fratello di Lorenzo Nuvoletta), la vittima aveva un fratello che ha sposato una sorella di Ngiolotto. Il figlio Giuseppe si suicidò in carcere nel 2010, come scritto già in tutti gli articoli del nostro portale. Palumbo era anche il nonno di Aurelio Taglialatela, in carcere per l’omicidio del giovane Corrado Finale. Dalle carte di quell’omicidio emerge che Palumbo, nei mesi antecedenti alla morte di Finale, avrebbe in un’occasione armato il nipote che aveva avuto discussioni forti (a causa di una relazione sentimentale non gradita) con un amico di Finale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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