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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Pasquale Di Fenza, ex consigliere regionale, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte firme “pezzotto” a sostegno di alcune liste presentate alle ultime amministrative di Giugliano.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Procura della Repubblica di Napoli Nord, riguarda sottoscrizioni che — secondo l’ipotesi accusatoria — sarebbero state apposte a sostegno di liste elettorali da persone che in realtà non sapevano di risultare firmatarie. Firme che sarebbero state autenticate o comunque avallate da Di Fenza, da Rita Patriarca e da altri indagati, i cui nomi al momento non sono stati ancora resi noti.
Un’inchiesta che potrebbe lasciare strascichi pesanti sul piano politico e amministrativo. Giugliano, già in passato finita sotto la lente per il rischio di scioglimento per infiltrazioni mafiose, torna così al centro dell’attenzione giudiziaria. Secondo quanto emergerebbe dagli accertamenti dei magistrati, diverse liste non avrebbero potuto partecipare alla competizione elettorale che ha poi portato alla vittoria del sindaco Nicola D’Alterio.
Tutto era partito dalla denuncia presentata da un ex consigliere comunale di Azione, che avrebbe acceso i riflettori su presunte anomalie nella raccolta delle sottoscrizioni.
Di Fenza, dal canto suo, si è dichiarato disponibile a essere interrogato non appena avrà accesso completo agli atti dell’indagine e presenterà a breve una memoria difensiva. L’ex consigliere è assistito dall’avvocato Luigi Poziello.
L’inchiesta è ancora in fase preliminare, ma il quadro delineato dagli investigatori rischia di aprire un nuovo fronte politico e giudiziario in una città già segnata da tensioni e polemiche.

