Ristrutturato nel 2023 con circa 300mila euro di fondi regionali, quello che dovrebbe fungere da centro polivalente per l’autismo di via Marano–Quarto resta ancora chiuso nonostante i lavori siano terminati da oltre due anni. L’immobile è stato completamente riqualificato, dotato di nuova condotta idrica e spazi adeguati ai servizi socio-sanitari. Ma, a oggi, non esiste una data di apertura.
La stessa situazione riguarda un secondo bene confiscato, in via Puccini, destinato a diventare un centro per i disturbi alimentari: anche qui l’immobile è stato assegnato all’Asl Napoli 2 Nord, ma le attività non sono mai partite. La precedente amministrazione, poi sciolta per infiltrazioni camorristiche, aveva annunciato con enfasi accordi e progetti, mai tradotti in piani operativi concreti.
A complicare il quadro c’è anche un terzo immobile, l’ex centro “Trovamici”, destinato a ospitare una postazione del 118 ma anch’esso bloccato da anni.
La Commissione straordinaria, guidata dal prefetto Vincenzo Cardellicchio, ha inserito la vicenda tra le priorità e a settembre ha chiesto chiarimenti all’Asl sui tempi di attivazione. L’azienda sanitaria ha risposto di aver avviato sopralluoghi, verifiche tecniche e una prima programmazione, confermando l’intenzione di procedere e annunciando interventi urgenti nelle strutture, compresa la pulizia delle aree esterne.
«Non c’è nulla di più odioso per i cittadini che vedere un bene sequestrato alla criminalità lasciato nell’incuria», ha dichiarato Cardellicchio, definendolo «l’emblema dell’inefficienza e, indirettamente, dello strapotere criminale».
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