Otto condanne e confische milionarie: è il bilancio della sentenza che colpisce il gruppo Cesarano, leader nel settore delle onoranze funebri nella provincia di Napoli, accusato di aver utilizzato, negli anni scorsi, società fittizie e prestanome per continuare ad operare nonostante le interdittive antimafia e i sequestri giudiziari.
L’indagine, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, è stata seguita inizialmente dalla pm Maria Di Mauro, con il contributo determinante della sezione operativa della compagnia dei carabinieri di Marano, e portata a processo dal pm Giuseppe Visone. Secondo l’accusa, l’organizzazione avrebbe gestito una rete di ditte compiacenti per schermare la vera titolarità e mantenere il controllo del mercato.
Le condanne:
Il Tribunale di Napoli Nord ha condannato:
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Giacomo Luigi Cesarano: 4 anni e 6 mesi (con aggravante mafiosa)
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Giuseppe Cavallo, Massimo Trincone, Giovanni Passero Menna: 3 anni ciascuno
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Albano Giuseppe: 2 anni e 9 mesi
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Teresa Capobianco, Michele Castaldo, Massimo Manduca: 2 anni e 6 mesi ciascuno
Per Cesarano, Cavallo, Trincone e Passero Menna è scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Le confische:
Disposta la confisca definitiva di:
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La ditta individuale A.C. Cesarano
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La Cesarano Funeral Flegrea
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I beni riferibili alla società Eredi Cesarano.
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La vicenda fu al centro di numerosi articoli di Terranostranews, che per prima sollevò il caso delle ditte “fantasma” e delle imprese sconosciute operanti sui territori a nord di Napoli. Un malcostume che tuttora prosegue.


























