Camorra e usura: assolto Luigi Puca. Condanna ridotta per D’Aponte dopo la derubricazione
Si è concluso con un’assoluzione e una condanna ridimensionata il procedimento penale che vedeva coinvolti Luigi Puca, figlio del noto esponente della criminalità organizzata Pasquale Puca, detto ‘O Minorenne, e Giuseppe D’Aponte.
L’inchiesta, avviata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, era partita dalla denuncia presentata dall’imprenditore edile Antonio Perfetto, il quale aveva riferito di essere stato vittima di pressioni e minacce da parte dei due imputati, in relazione ad un prestito concesso nel 2019. Secondo l’accusa, da un debito iniziale di 11.000 euro si era arrivati ad un’esposizione di oltre 50.000 euro, aggravata da interessi, cambiali e garanzie personali.
Quando l’imprenditore non è più riuscito a sostenere il debito, sarebbero iniziate le intimidazioni, documentate anche da intercettazioni ambientali, in cui si prospettavano gravi ritorsioni fisiche ai danni della vittima e dei familiari. “Se non paghi, lo investiamo o gli spariamo alle gambe”, si legge in uno dei dialoghi riportati negli atti.
In primo grado, il Tribunale di Napoli aveva condannato entrambi gli imputati a 5 anni e 8 mesi di reclusione. La sentenza era stata confermata in appello, ma successivamente la Corte di Cassazione aveva annullato il verdetto disponendo un nuovo giudizio.
Nel giudizio di rinvio, la posizione di Luigi Puca si è conclusa con una assoluzione piena. Per Giuseppe D’Aponte, invece, i giudici hanno derubricato il reato da estorsione aggravata a esercizio arbitrario delle proprie ragioni, riconoscendo comunque la responsabilità e confermando la condanna in relazione al nuovo titolo di reato.
La difesa di Luigi Puca è stata sostenuta dagli avvocati Roberto Iacono e Giovanna Sarnataro del foro di Napoli; Giuseppe D’Aponte è stato assistito dagli avvocati Antimo Giaccio e Marco Sepe.
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