Mezzo milione di euro sottratti alle borse di studio: sgominata una vasta rete di truffe a Torino

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Un giro d’affari da capogiro, alimentato dalla truffa ai danni di un fondo destinato al diritto allo studio. La Guardia di Finanza di Torino, in collaborazione con l’Edisu Piemonte, ha smantellato una vasta rete criminale che ha sottratto oltre mezzo milione di euro alle borse di studio universitarie.

L’operazione, denominata “Fake Home”, ha portato alla luce un sistema ben organizzato che coinvolgeva circa ottanta studenti stranieri, prevalentemente di origine iraniana, indiana e pakistana. Gli indagati, attivi presso diverse università torinesi, sono stati accusati di aver ottenuto indebitamente le borse di studio presentando documentazione falsa.

Al centro dell’indagine, la falsificazione dei contratti di locazione. Gli studenti, compiacenti, dichiaravano di affittare appartamenti, spesso di dimensioni ridotte, per poter così rientrare nei requisiti per l’ottenimento del beneficio economico. In realtà, molti di loro alloggiavano presso amici o conoscenti.

Dietro questa frode si nasconde un vero e proprio business. I proprietari degli immobili coinvolti, in cambio di una somma di denaro, certificavano affitti fittizi, permettendo agli studenti di ottenere le borse di studio. Un intermediario, che fungeva anche da mediatore linguistico, si occupava di mettere in contatto le due parti.

Le conseguenze di questa vicenda sono pesanti. Gli studenti coinvolti dovranno restituire le somme indebitamente percepite. Inoltre, 23 di essi sono stati denunciati penalmente, mentre altri 47 hanno ricevuto sanzioni amministrative. L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino, è partita da un’anomalia riscontrata nei contratti di locazione di un immobile: risultavano affittati ben 66 appartamenti in un unico stabile.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews

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