Ormai non si può più rimandare. Giugliano e Marano sono due comuni super attenzionati, come dimostrano le tante inchieste giudiziarie (su Giugliano), una delle quali coinvolge direttamente anche Marano, sotto osservazione anche per altre vicende, brindisi inopportuni, presenze in giunta a dir poco poco opportune, feste e festicciole.
A Giugliano si è perso il conto degli indagati, tra cui il sindaco, Nicola Pirozzi, l’ex sindaco, nonché oggi consigliere Poziello Antonio. Entrambi finiti in un vortice giudiziario (per Poziello non è il primo caso) per una storia di presunte turbative d’asta e corruzioni. Di Giugliano sono già note altre vicende, culminate anche l’emissione di misure cautelare ai danni di politici e funzionari comunali e addetti all’isola ecologica. Il sindaco Pirozzi, ritenuta universalmente una persona perbene, ha forse perso il bandolo della matassa e non riesce più a venirne a capo. Troppe ombre intorno al municipio, a diversi consiglieri: saggezza e umiltà gli imporrebbero di fare un passo indietro, ma lui, al momento, non lo fa assumendosi rischi importanti.
A Marano il discorso è un po’ diverso: di storie strane e personaggi strani ne è piena la cronaca. Anche per questo comune, già sciolto per mafia quattro volte, sarebbe necessario che il prefetto di Napoli disponesse l’invio di una commissione d’accesso. Alcuni comuni della provincia sono stati sciolti per molto, molto meno.
Il prefetto Di Bari, a nostro avviso, si sarebbe già dovuto muovere da tempo. L’invio di una commissione d’accesso viene disposta proprio per fugare dubbi e perplessità e per fare chiarezza nella macchina amministrativa, al netto delle responsabilità dei vertici amministrativi. Gli scioglimenti dei municipi possono essere ratificati per tante ragioni, anche in via preventiva se sussiste un concreto pericolo di condizionamento della vita amministrativa. E’ del tutto evidente che a Giugliano e a Marano i presupposti vi siano ed è altrettanto evidente che le parole, pronunciate qualche settimana fa, da un componente della commissione antimafia nazionale, ma con ramificazioni locali, sono del tutto campate in area. La legge è chiara: si inviano le commissioni quando vi sono ombre e in via preventiva, non occorre attendere l’esito di inchieste giudiziarie né tanto meno di processi.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
























