Dunque 3.106 assunzioni andranno fatte entro l’inizio della scuola (sulla carta alcune entro il 1 settembre, altre addirittura al 31 dicembre), almeno altrettante resteranno da parte per un concorso non ancora bandito. E su quei posti, dunque, saranno impiegati supplenti. Ancora valzer di docenti, ancora precari. Con buona pace della qualità del sistema scuola.
In Campania il decreto firmato appena prima di Ferragosto dà il via alle procedure per le immissioni in ruolo (a Napoli ne sono previste 1.410) e la macchina delle assunzioni procede spedita almeno per quella metà di docenti che arriva dalle graduatorie già consolidate, quelle ad esaurimento o quelle dei vecchi concorsi.
Mentre sono ancora in alto mare le assunzioni per quanti hanno partecipato ai concorsi banditi in primavera con i fondi del Pnrr: alcuni di questi concorsi non sono ancora finiti, le prove orali sono tutt’ora in corso, alcune commissioni gli orali non li hanno neppure iniziati…
Consapevole dei ritardi, il ministro dell’Istruzione Valditara ha dato tempo fino al 31 dicembre per l’assunzione dei vincitori di questi concorsi, ma nel frattempo la scuola inizierà senza insegnanti, o meglio, con migliaia di supplenti. «Molti posti resteranno vacanti e assegnati a supplenti, alla faccia della tanto richiamata continuità – sottolinea la segretaria regionale della Uil scuola Rua Campania Roberta Vannini – Tra l’altro Valditara invece di assegnare tutti i posti li accantona per un secondo concorso Pnrr non ancora bandito e previsto per il prossimo autunno: siamo alle cambiali post datate».
Come se non bastasse, le procedure degli attuali concorsi, e le graduatorie che ne conseguono, sono talmente farraginose da preannunciare – oltre a confusione e malcontento – una valanga di ricorsi: «Un momento bello come quello di una immissione in ruolo – continua Vannini – è diventato un incubo per i tanti precari campani che non riescono a districarsi tra i molti canali di reclutamento: ci si perde tra tipi di concorsi, percentuali e riserve. E ci sono molti docenti con punteggi altissimi che non compaiono tra i vincitori, senza riuscire a capirne il motivo. Tant’è, sono molti i partecipanti che hanno già fatto o faranno nelle prossime ore richiesta di accesso agli atti, con la prospettiva concreta di centinaia di ricorsi». Già adesso si contano, secondo la segretaria Uil, 673 posti che resteranno senza docente di ruolo, anche se sono già vacanti «e se a questi aggiungiamo i posti in organico di fatto su sostegno…».
Da più parti si è levata la richiesta, inascoltata dal ministro Valditara, di non “congelare” i posti per futuri concorsi e di attingere piuttosto alle graduatorie cosiddette ad esaurimento, nonché a quelle dei vecchi concorsi, del 2016, del 2018, del 2020 e del 2021, che vedono centinaia di idonei all’insegnamento che ancora attendono di prendere servizio.
Ci sono precari con oltre 20 anni di servizio, vincitori di 4 o 5 o anche più concorsi… supplenti da sempre. Ma torniamo ai numeri autorizzati dal ministero per i nuovi insegnanti: a Napoli 110 posti andranno ai docenti dell’infanzia (più 11 sul sostegno), 201 saranno le nomine in ruolo per le scuole elementari (più 77 su posti di sostegno) e 121 i maestri di educazione motoria alla scuola primaria. Per le scuole medie, sempre a Napoli e dintorni, ci sono 491 posti, alle superiori si sfiorano i 500.
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