De Luca è un uomo simpatico e fu un bravo sindaco di Salerno. Ma come governatore ha speso soltanto il 24 per cento dei 3 miliardi assegnati dallo Stato alla Campania per il periodo 2014/2020 ed è ad oggi l’unico presidente a non accettare la condivisione con il governo dei progetti del nuovo fondo (quasi 6 miliardi per la sua regione) da spendere tra il 2021/2027. In due parole: l’80 per cento di questi soldi vanno al Sud, ma il governo esige di sapere dove e quando saranno spesi. A fine marzo avranno firmato quasi tutti (compresi i democratici, l’emiliano Bonaccini e il toscano Giani).
Come finirà con la Campania?
De Luca amerebbe la conferma, ma la silenziosa Elly Schlein potrebbe apprezzare la decisione di Giorgia Meloni di vietare il terzo mandato dei governatori. La Meloni non ha alcun interesse a valorizzare tre pesi massimi come De Luca, Emiliano e Bonaccini e non siamo sicuri che la segretaria del Pd non desideri candidare persone a lei più vicine. E non ha interesse al quinto mandato di un “mostro sacro” come Luca Zaia nel Veneto. Fratelli d’Italia non ha un governatore al Nord e il triplo dei voti degli alleati. Matteo Salvini, al contrario, ha bisogno di nomi pesanti per le europee e si può capirlo.
Non va sottovalutato l’accordo Meloni-Schlein sulle mozioni incrociate dedicate a Israele e a Gaza. Il presidente del Consiglio è riuscito a tenere unita la sua maggioranza, la segretaria del Pd ha fatto la stessa cosa nel suo complesso partito. Il documento consolida la posizione internazionale dell’Italia e questo è un bene per tutti. Poi è ripresa la polemica con toni accesi. Ma questo fa parte del gioco.
Quanto alla marcetta di ieri a Roma.
La protesta di Vincenzo De Luca di venerdì 16 febbraio a Roma contro l’autonomia differenziata voluta dal governo Meloni è tecnicamente fallita. Certo, il presidente della Regione Campania è oggi su tutti i giornali, online e cartacei, in tutti i talk televisivi di politica e in molte discussioni di politica in Rete e in tv.
Ma se lo scopo era denunciare i presunti danni dell’autonomia differenziata nei confronti della Campania e di tutto il Sud Italia è miseramente naufragato: in piazza c’era l’ego di De Luca, c’era la sua sola voce. De Luca ha fatto e disfatto, si messo davanti al corteo, ha sbraitato alle forze dell’ordine «dovete caricarci! Dovete ucciderci! Da qui non ce ne andiamo!». E poi è andato via.























