L’opinione. Napoli come una città sudamericana?

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Folla di passanti nel centro storico di Napoli e nei vicoli degli artigiani del presepe nell'ultimo giorno di libera circolazione prima dell'entrata della Campania in ' Zona Rossa' ad alto rischio di contagio e diffusione del covid-19, 14 novembre 2020. ANSA / CIRO FUSCO
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E’ da irresponsabili solo pensare che la Citta’ di Napoli potesse un giorno essere equiparata ad una delle citta’ Sudamericane con il suo passato e quello che potrebbe esprimere con uno sviluppo dei Mezzogiorno d’Europa. E’ quanto ha denunciato il Governatore De Luca alla presentazione del Salone del Libro Citta L., se non fosse stato per gli interessi e gli interventi della Regione Campania. Senza citare il Sindaco De Magistris, un modo come tanti altri in precedenza, per denunciare, a suo parere, le inadempienze dell’Amministrazione della citta’ di Napoli.

A tal riguardo equiparerei in ugual misura, in termini di responsabilita’, per l’ inefficienza ed il non aver prodotto il dovuto alla citta’ sia l’uno, il Governatore, non amante di Napoli, e, con il suo modo di pensare; sia l’altro’, il Sindaco, con il suo pensare ed agire da Giustizialista non aver aperto l’Amministrazione alle forze sane, riformiste e democratiche della citta’, chiudendosi nel suo orticello dei Centri Sociali con qualche eccezione dei Consiglieri Comunali, prevalentemente Mundo e Simeone, non ascoltati.

Lo stato dei luoghi ed il potenziale di Napoli ci impongono varie riflessioni che io trasferirei ai Napoletani Eletti al Parlamento ed al Governo Nazionale.

La Riforma sul Riordino degli Enti Periferici non puo’ non tener conto che le Regioni da Enti di Programmazione e di Legiferazione
sono diventate Enti di Gestione sottraendo quel ruolo non secondario, alle Provincie, prima soppresse e poi istituite e nelle grandi entita’ con la Citta’ Metropolitana, le quali, essendo di secondo livello in termini di eleggere gli Organi Statutari, non sono espressione diretta dei cittadini e prive di direttive di sviluppo del territorio che dovrebbero seguire gli obbiettivi programmati dalle Regione, spesso contradittori.

La Regione Campania con una popolazione di circa sei milioni di abitanti ed una Citta’ Metropolitana con oltre tre milioni di abitanti, rappresenta una vera anomalia.
Quale ruolo potrebbe svolgere la Citta’ Metropolitana se non si rivede il ruolo della regione e se non e’ un’opportunita’, in particolare per noi del Mezzogiorno, considerare la proposta elaborata per primo dalla
Fondazione Agnelli sulle macroregioni.?

Con l’ipotetica macroregione del Sud , con le citta’ Metropolitana di
Napoli, Bari e Reggio Calabria, quest’ultima che va a comprendere il
potenziale di Gioia Tauro, una politica come quella nazionale che e’
determinata a produrre sviluppo privilegiando settori innovativi, del sapere, dell’ambiente e del vivere civile con i Fondi Europei destinati in misura non secondaria al Mezzogiorno, necessita di una classe politica con una visione innovativa che sia possibilmente uguale a quella espressa con la Direzione del Governo Nazionale nella misura in cui la societa’ civile riesca ad esprimere il meglio, sia a livello periferico che nazionale.

Franco De Magistris

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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