La storia della scomparsa di Nicola Tanturli comincia a Campanara, una minuscola frazione del Comune di Palazzuolo sul Senio, che si trova nella valle del Mugello, a nord di Firenze. Nel pomeriggio il bambino cade e si fa male, viene medicato e piange con i genitori finché verso le 7 non viene portato a letto e si addormenta. La madre Giuseppina va a badare all’orto e poi accudisce gli animali nella stalla. Il padre Leonardo porta le bestie al pascolo: entrambi si trovano nei dintorni della cascina. Il dettaglio è importante per quello che accadrà dopo. Verso mezzanotte, dopo aver cenato, i due vanno a dare un’ultima occhiata nella stanza del piccolo prima di andare a dormire. E scoprono che non è più lì. Lo cercano, è il racconto dei due ai carabinieri, fino alle 9 del mattino quando decidono di chiamare il 115 e dare l’allarme. Alle 10 vanno in caserma e scattano le ricerche. I vigili del fuoco lo cercano nel laghetto per l’irrigazione che si trova a poca distanza dalla casa, senza esito. I carabinieri della Scientifica eseguono rilievi nel casolare. Il Corriere della Sera scrive che secondo alcune indiscrezioni non confermate vengono trovate tracce di sangue umano vicino alla porta di casa. Si pensa che possano provenire dalla ferita che Nicola si è procurato nel pomeriggio.
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