Sono emersi diversi particolari dal decreto di fermo eseguito oggi dai carabinieri di Marano nei confronti del 26enne, già indagato per duplice omicidio volontario di Ciro Chirollo e Domenico Romano, pregiudicati di Sant’Antimo. Gli inquirenti hanno ricostruito l’incidente che ha portato alla morte di Chirollo e Romano. I due sono stati inseguiti e uccisi dalla loro vittima, il 26enne Giuseppe Greco. Il ragazzo aveva raccontato di essere stato rapinato anche dell’automobile, ma le telecamere lo collocano alla guida al momento dell’incidente.
In un vocale alla fidanzata il ragazzo spiegava di essere stato rapinato e di aver trovato i due rapinatori già morti in via del Padreterno (in realtà via Antica Consolare Campana), a Marano, e di non sapere cosa fosse successo. Secondo gli inquirenti, invece, Greco era alla guida dell’automobile e ha provocato lui l’incidente, in una “reazione d’impeto vendicativo per la rapina appena subita”.
Al termine dell’interrogatorio venivano sequestrati gli indumenti indossati dal Greco, ii suo telefono cellulare ed il telefono cellulare de! fratello GRECO Mattia, e si procedeva ad ispezione personale con rilievi fotografici de! busto e degli arti superiori ed inferiori.
Nel corso delle successive indagini si e proceduto, poi, ad acquisire ulteriori immagini dai sistemi di videosorveglianza presenti lungo il percorso effettuato dal motoveicolo e dall’autovettura coinvolte nei fatti.
In particolare, dalle immagini collocate in via Antica Consolare Campana è stato possibile immortalare ii momento dell’impatto.
Si osserva, da diverse angolature, tra le 19:31:51 e le 19:32:56:
- la discesa di via Antica Consolare Campana, provenendo dalla rotonda di via Castel Belvedere direzione Villaricca, de! motoveicolo con a bordo i due rapinatori seguito a gran velocita dalla Smart bianca;
- l’ autovettura che raggiunge ii motoveicolo e senza rallentare minimamente lo prende in pieno, travolgendolo completamente;
- l’impatto di entrambi i veicoli contro ii muro di cinta posto all’incrocio di una traversa di via Antica Consolare Campana, 56.
- l’autovettura che ruota verso sinistra dopo l’impatto e si ferma, con le luci posteriori accese;
- il conducente dell’autovettura che, solo, scende, passa dietro la machina, si avvicina ad entrambi i cadaveri chinandosi, toma a passo svelto nell’auto, sale di nuovo a bordo;
- l’arrivo di un ciclomotore dalla direzione opposta a quella da cui provenivano i veicoli oggetto di indagine;
- le luci dell’autovettura che, mentre l’uomo ea bordo, cambiano di intensità;
- ii soggetto che scende di nuovo dall’auto, si avvicina nuovamente al cadavere posto nelle vicinanze de! motoveicolo T-Max;
- il soggetto che passa di nuovo dietro l’autovettura;
- ii ciclomotore che si allontana con a bordo due soggetti, risalendo la via Antica Consolare Campana in direzione della rotonda di via Castel
Dalle 19:32:56 fino alle 19:33:41 si vede, ancora, ii ciclomotore con due persone proseguire la strada in direzione via Castel Belvedere.
Dalle telecamere posizionate in via Antica Consolare Campana, al civico 58, si vede alle 19:31:59 (3 secondi dopo l’impatto) il ciclomotore che condurrà ii GRECO lontano dalla scena de! crimine, con a bordo ancora una sola persona, percorrere la via Antica Consolare Campana in direzione della rotonda di via Castel Belvedere.
Gli elementi di prova sin qui descritti consentono di delineare – rileva il pm – i termini di estrema gravita indiziaria. Il rinvenimento sul luogo de! sinistro mortale della pistola e di un Rolex consentono di affermare che l’indagato sia stato effettivamente vittima di una rapina a mano armata dell’orologio da parte dei due malviventi.
La prova documentale rappresentata dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, unitamente a quanto emerso dall’osservazione della scena del crimine, consente, invece, di affermare che non corrisponda al vero che oggetto di rapina sia stata altresì l’autovettura, che uno due rapinatori si sia introdotto a bordo de! veicolo e che i due correi si siano quindi allontanati, uno sul motoveicolo, l’altro sull’autovettura rapinata.
E’ emerso, inoltre, in maniera nitida che sul motoveicolo fossero presenti due persone, decedute all’esito del sinistro.
Altro dato di fatto inconfutabile – che induce ad escludere categoricamente che i soggetti a bordo del motoveicolo ed ii conducente dell’autovettura fossero correi – e la circostanza, del tutto – a parere degli investigatori – evidente dalla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che tra i due veicoli, per lo meno a partire dalla rotonda che da via Castel Belvedere conduce su via Antica Consolare Campana, sia iniziato un vero e proprio inseguimento ad elevatissima velocità.
L’inseguitore, a bordo dell’autovettura, dopo aver effettuato un sorpasso in prossimità della rotonda ad elevata velocita urtando contro ii muro e danneggiando ii faro anteriore destro, raggiunge i due fuggitivi a bordo de! motoveicolo a folle velocita, e, senza minimamente rallentare, li travolge. In particolare, per l’impatto, l’autovettura ed ii motoveicolo vanno ad infrangersi con estrema violenza contro ii muro di cinta posto all’incrocio della via antica consolare campana ed una traversa.
Il passeggero del motoveicolo viene violentemente sbalzato all’indietro, andando ad impattare in prossimità del palo della luce, evidenziato nelle fotografie, perdendo la vita sul colpo.
Il conducente de! motoveicolo, il cui corpo e stato ritrovato proprio accanto al mezzo, sbatte con violenza con la testa contro ii muro, perdendo istantaneamente la vita.
L’autovettura, dopo l’impatto, subisce importantissimi danni alla carrozzeria anteriore ed al parabrezza, ma ii conducente, probabilmente grazie all’attivazione degli airbag, esce incolume dall’impatto. Ed invero, dopo qualche istante, scende dal veicolo, si avvicina ai cadaveri, risale in macchina. Quindi scende di nuovo dall’auto.
Ne! frattempo giunge sul luogo degli eventi un ciclomotore proveniente dalla direzione opposta a quella percorsa dai veicoli coinvolti nel sinistro, con a bordo una sola persona.
Il conducente dell’autovettura sale a bordo de! ciclomotore, come passeggero, ed in tal modo risale via Antica Consolare Campana fino alla rotonda.
Il passeggero del ciclomotore – che si allontana dalla scena del crimine e che, come ricostruito, coincide con ii conducente dell’autovettura che ha investito i rapinatori – e stato identificato in GRECO Giuseppe. In particolare:
- l’abbigliamento indossato e lo stesso indossato dal GRECO al momento dell’arrivo in Caserma – come emerge dalle immagini delle videocamere poste all’esterno della caserma e dalle fotografie dei reperti sequestrati.
- della gravita de! fatto in contestazione;
- della condotta tenuta dall’indagato, che – dopo aver fornito una ricostruzione dei fatti assolutamente mendace – ha continuato a mentire di fronte all’evidenza, pur cambiando la sua iniziale versione;
- del comportamento tenuto dall’indagato in occasione della notifica dell’avviso ex art. 360 c.p.p. – comportamento compiutamente descritto nell’annotazione della Compagnia di Marano de! 29.3.2021; l’indagato ed i suoi prossimi congiunti, infatti, nel timore di dover essere arrestato, rendeva difficile ogni comunicazione, rendendosi reperibile solo dopo la rassicurazione che c’era unicamente la necessita di effettuare una identica e la capigliatura.

























