Processo Pip, l’ultima udienza. La deposizione del perito e la replica di Aniello Cesaro

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Processo Pip, nel corso dell’ultima udienza, tenutasi ad Aversa nella giornata di venerdì,
è stato ascoltato il perito nominato dal Tribunale, l’ingegnere Rago. Il perito ha parlato di tutta una serie di criticità rilevate per quanto concerne il condotto fognario, impianto elettrico e idrico dell’area industriale di Marano.

Riguardo all’impianto antincendio, il tecnico ha riferito che esiste una rete di distribuzione idrica e non un sistema antincendio vero e proprio. Sono stati rilevati, secondo Rago, solo 4 allacci per colonnine antincendio in corrispondenza di una strada secondaria. Pertanto, secondo il consulente, dal punto di vista dell’antincendio i solo 4 allacci sarebbero
insufficienti a garantire la funzione stabilita.

Il progetto originario, ha riferito Rago, prevedeva dieci predisposizioni distribuite in modo capillare. C’è dunque, a suo avviso, una forte discrasia tra ciò che prevede il progetto approvato e quanto invece rilevato.

Le dichiarazioni di Rago hanno innescato la reazione degli avvocati dei fratelli Aniello e Raffaele Cesaro, imputati nel processo assieme ad Antonio Di Guida, Oliviero Giannella, Salvatore Polverino e Antonio Visconti.

Gli avvocati dei Cesaro, sul punto, hanno evidenziato che la rete antincendio non esiste nel progetto originario (progetto Cacciapuoti), quindi, limitatamente ai 4 allacci, sono in linea con quanto specificato nel progetto. In un sopralluogo del 16 febbraio scorso, sono state rinvenute 11 colonnine stoccate e materiale per l’istallazione delle colonnine.

Sulle criticità tecniche evidenziate da Rago, anche in relazione al condotto fognario, ha reso dichiarazioni spontanee Aniello Cesaro: “Su 100 pozzetti realizzati nel Pip, ho trovato 99 sigillature. Ci sono le foto, vorrei far vedere dove sono le sigillature. E’ importante spiegare come abbiamo realizzato la fogna. Fu eseguito uno scavo, poi installati pozzetti in cemento, dopo il cemento, sotto al tubo, abbiamo utilizzato il cosiddetto calcestruzzo magro. Quando abbiamo realizzato il pozzetto e messo il tubo, abbiamo fatto l’impianto con “cemento non strutturato fluido preconfezionato”, in gergo definito anche “calcestruzzo magro”. La sigillatura, con tale utilizzo, non era più necessaria. Poi può darsi che vi sia stata una dimenticanza, ma su 100 pozzetti realizzati, 99 sono sigillati e imbiancati con calcestruzzo”.

Cesaro poi ha riferito sulla rete elettrica.

“Per quanto riguarda invece la rete elettrica, cioè la rete che porta l’energia elettrica dalla cabina ai contatori per energizzare i capannoni, abbiamo realizzato pozzetti sempre
utilizzando  “calcestruzzo magro”. Una volta fatto quello, noi in quel pozzetto non abbiamo più messo le mani. Dopo il nostro lavoro, infatti, spetta all’Enel arrivare sul posto e fare una verifica dei pozzetti. I tecnici ed operai dell’Enel infilano i cavi, è un lavoro che non abbiamo fatto noi. Noi, dopo l’intervento dell’Enel, non possiamo far null’altro. Lo dice la normativa in materia. A supporto di ciò voglio aggiungere ulteriori particolari in relazione al condotto fognario. Per quel che concerne la fogna principale, va specificato che questa non parte da via Migliaccio. In via Migliaccio il tratto lo abbiamo costruito noi, ma nulla c’entra con il condotto principale che viene dalla zona alta di Marano, dai Camaldoli e termina nel litorale flegreo”.

E ancora, sull’antincendio: “Il progetto Cacciapuoti non prevedeva l’impianto antincendio,
in quanto per le aree esterne per legge non è obbligatorio. L’abbiamo fatto noi. Il
progetto Cacciapuoti, progetto esecutivo approvato del 2006, contiene la planimetria delle
rete idrica e non quella per la rete antincendio. Non ve n’è traccia. Cosa facemmo in quel periodo? Abbiamo preso l’acqua dalla rete
idrica principale e dalla diramazione che va a finire sotto il marciapiede e poi confluisce
nell’area dei capannoni, sul muretto dei capannoni. L’acqua ha una sua linea autonoma, non è che rubavamo l’acqua da portare ai capannoni”.

L’udienza è poi proseguita con l’escussione di altri testi ed è stata poi rinviata.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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