Il piano Draghi per le vaccinazioni entra nel vivo. Entro metà luglio i fragili e i loro accompagnatori saranno vaccinati. Poi toccherà ai 70enni (entro fine giugno), quindi ai 60enni pensionati ma senza patologie e poi al resto degli italiani. Il tutto mentre over80, personale sanitario, scolastico e delle forze dell’ordine continuano a ricevere prima e seconda dose. E, si spera, mentre iniziano ad essere vaccinati anche i lavoratori direttamente in azienda.
Il punto di partenza – come riporta Il Mattino – è naturalmente la disponibilità di congruo numero di dosi. Queste però, in base ai contratti stipulati e alle consegne che sembrerebbero essere tornate regolari, non dovrebbero mancare. Considerando solo i vaccini approvati (AstraZeneca, Pfizer-BioNTech, Johnson&Johnson e Moderna) in base all’ultimo aggiornamento disponibile dal ministero della Salute risalente al 3 marzo, a partire dal 1 aprile ed entro il 31 dicembre 2021 in Italia dovrebbero arrivare circa 156 milioni di dosi. In abbondanza, anche se quasi tutte (eccetto le circa 26 milioni di J&J) hanno bisogno di una doppia inoculazione.



























