Molti comuni, in condizione di dissesto e pre-dissesto, non avevano aderito al concorsone bandito dalla Regione, attraverso il quale De Luca intende potenziare gli organici degli enti locali.
E il motivo c’era: per assumere personale, concorso regionale o non, i municipi in tali condizioni devono ottenere il via libera della commissione romana per la stabilità finanziaria degli enti locali. Commissione che, per i comuni in dissesto, difficilmente concederà il proprio benestare.
Il Comune Marano, guidato da una ciurma deluchiana fin nel midollo, e pochi altri comuni hanno invece abboccato al richiamo del governatore. Il bando lo consente, ma i problemi sorgeranno dopo. Villaricca, nelle medesime condizioni di Marano, non ha aderito ma ciò non gli impedirà eventualmente di assumere personale una volta approvato il bilancio stabilmente riequilibrato e previo via libera della suddetta commissione.
Insomma anche Marano, in teoria, potrebbe assumere. Ma solo dopo aver approvato il bilancio e solo se la Commissione darà il suo placet. Qualcuno potrebbe obiettare che le assunzioni derivanti dal concorso regionale potrebbero essere diluite e scadenziate nel tempo, ovvero anche dopo la fine dell’era del default. Il punto è però un altro: Marano, da qui a qualche mese, considerando l’ultimo biennio, avrà perso (tra pensionamenti, addii, licenziamenti e quota 100), più di 150 dipendenti. Urge pertanto sostituirli e in fretta. E i tempi del concorsone, bandito proprio alla vigilia delle elezioni regionali per chiari intenti politici, non saranno per nulla brevi.
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