Lettera al direttore. La scomparsa del professor Palermo, il suo esempio e l’eredità da raccogliere. “Il Comune di Marano onori la sua figura”

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Gentile Direttore, caro Nando,
innanzitutto desidero esprimerti la mia gratitudine per lo spazio che hai meritoriamente dedicato al compianto professor Carlo Palermo, a seguito della sua recente scomparsa.
Carlo Palermo, del quale mi onoravo di essere amico, è stato in assoluto uno degli intellettuali più attenti e sensibili, la cui opera di ricerca e l’amorevole studio dedicato alla realtà maranese, rappresenta una testimonianza straordinaria che merita, da parte di noi tutti, l’attenzione che purtroppo non gli è stata tributata in vita.
L’encomiabile attività svolta dal professor Palermo, volta a porre l’attenzione sulle tematiche afferenti ai beni culturali presenti nel nostro territorio, è stata oltremodo preziosa, al punto d’aver, con la sua generosa azione, scongiurato la distruzione di preziose testimonianze, su tutte, l’abbattimento dello storico palazzo Battagliese, recentemente restituito al patrimonio cittadino dopo un lungo e meticoloso restauro.
La Città deve tantissimo a questa figura di fine ed autentico studioso che, come pochi, pochissimi, ha dimostrato, dedicando tutto se stesso, di amare Marano dal più profondo del suo generoso cuore.
Adesso tocca a noi tutti raccoglierne l’eredità, affinché il lavoro profuso con estenuante abnegazione, non vada disperso.
Glielo dobbiamo e lo dobbiamo a noi stessi, se davvero vogliamo dare un senso ad una comunità sempre più smarrita, snaturata e stuprata.
Occorre ripartire da Carlo Palermo, dalla sua passione, dal suo forte senso civico, da quanto ci ha trasmesso in termini di amore ed impegno, per una terra difficile quanto straordinaria.
Il lavoro di Carlo Palermo è stato davvero ammirevole, in quanto egli ha lottato contro tutti, cercando di salvaguardare disperatamente gli ultimi brandelli di testimonianze miracolosamente scampati al piccone, al degrado ed all’oblio.
Un lavoro faticoso, ripagato con continui dinieghi, amarezze, delusioni.
Eppure, fino all’ultimo, fino a quando il suo generoso cuore non ha cessato di battere, ha lottato per salvaguardare la bellezza, dedicando costantemente su tutto, il suo pensiero e le sue amorevoli ricerche alla meravigliosa chiesa rupestre di Pietraspaccata.
Continuare la sua opera non sarà cosa facile, per niente, ma è un dovere che ognuno di noi dovrà avvertire di esercitare. Diversamente, anche dopo morto, subirà l’onta dell’indifferenza e dell’irriconoscenza.
Marano di Napoli necessita di ritrovare le radici recise, per recuperare un’identità sopita ed in molti casi purtroppo, irrimediabilmente compromessa.
Non tutto è perduto.
L’esempio di Carlo Palermo e la sua azione, diventino per noi tutti, una linea guida, un monito!
La strada da percorrere l’ha tracciata con la sua attività di studioso, a noi non tocca adesso che percorrerla.
Auspico che nel nome di Carlo Palermo, gli intellettuali e gli uomini di buona volontà, gli amministratori, compiendo in suo onore il miracolo di essere uniti e motivati, possano finalmente istituire il Museo civico cittadino, partendo dai reperti archeologici che egli recuperò come primo nucleo di un antiquarium, per poi raccontare la città, le sue metamorfosi urbane e documentare, con immagini e ricostruzioni in scala, quanto, per scelte miopi e scellerate, è stato distrutto.
Un Museo, a lui intitolato, avrebbe il merito di far conoscere quanto ai più è sconosciuto e di fungere da monito, affinché si possa comprendere che la storia non è un ostacolo, ma una ineguagliabile risorsa.
Ecco, così facendo, a mio modesto avviso, si renderà il giusto tributo all’impegno intellettuale che Carlo Palermo ha dedicato, spesso in solitudine, ad una città distratta che, se vuole ambire al riscatto, deve adesso uscire dal limbo nel quale per troppi lustri è stata confinata ed è bello e doveroso che il tutto avvenga nel nome dell’indimenticabile Carlo Palermo.
Gaetano Bonelli
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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