E’ stata una giornata convulsa quella di ieri in via Falcone, dove all’altezza di una pizzeria di recente apertura sono stati commissionati e realizzati degli interventi di edilizia privata. Nella fattispecie sono state eliminate le fioriere che abbellivano un portico, dove sorgono diverse attività commerciali, per fare spazio ad altro tipo di intervento, che verosimilmente porterà a una rivisitazione delle modalità di passaggio del pubblico o comunque a una modifica parziale degli spazi.
L’amministratore del condominio del parco La Pineta, ubicato in via Falcone, ha presentato un esposto ai vigili urbani di Marano, poiché non messo al corrente dei lavori in corso e delle modalità di intervento. Il Parco La Pineta è praticamente un tutt’uno con le aree oggetto di intervento e sono in molti a ritenere che i condomini abbiano diritto quanto meno al transito sui portici dove, nel corso degli ultimi decenni, sono stati realizzati bar, pizzerie, pub, alimentari e sale scommesse.
Nel pomeriggio di ieri, in pratica a poche ore dall’esposto presentato alla municipale, giunta nella tarda mattinata di ieri sul posto, l’amministratore dello stesso parco ha denunciato ai carabinieri un’effrazione (foto in basso) avvenuta in un locale di sua gestione, sempre all’interno del parco La Pineta. Ignoti hanno rovistato tra i documenti dell’amministratore e messo tutto a soqquadro. Nessun furto, insomma, ma un semplice (almeno sembrerebbe così) dispetto. Sui fatti e sugli eventuali nessi con le vicende summenzionate indagano i militari dell’Arma di via Nuvoletta.
Al netto delle polemiche e delle ragioni dei vari soggetti in campo (i privati affermano di essere i titolari dell’area oggetto dei lavori), tutte da stabilire e verificare, sono in tanti ieri ad averci contattato per segnalarci l’intervento edilizio in atto. Perché tanto interesse per la vicenda? Bisogna fare un passo indietro di qualche anno e spiegare ai cittadini, spesso disattenti o distratti o in malafede, che il parco in questione, quello di via Falcone, venne realizzato all’inizio degli anni Novanta. Si trattava di una lottizzazione convenzionata, con caratteristiche di edilizia economico-popolare, rilasciata dal Comune di Marano ad una delle tante cooperative sorte all’epoca. A costruire il tutto gli imprenditore edili Iorio e Sarracino.
Il complesso edilizio, lo ricordano molti esponenti politici dell’epoca, sorse sulla scorta della legge 167, ma ha assunto con gli anni caratteristiche ben diverse da quelle contemplate negli interventi di edilizia economico-popolare. In via Falcone, sui portici oggi diventati una sorta di centro commerciale, secondo molti addetti ai lavori sarebbero stati realizzati interventi non a norma o comunque non previsti nel piano di lottizzazione originario.
I box dell’epoca sono diventati (non si sa se e come autorizzati) negozi, uffici (finanche l’ufficio tecnico del Comune di Marano è stato ospitato per anni e anni), caffetterie, farmacie, agenzia di scommesse sportive, panetteria e pizzerie. I documenti originali di quel piano di lottizzazione sono spariti. Non si trovano più al Comune. Sarebbero stati prelevati anni fa, molti anni fa, da un non specificato comparto delle forze dell’ordine. Al Comune, inspiegabilmente ed incredibilmente, non esistono copie. Tutti, sottovoce, sussurrano che c’è qualcosa di strano, qualcosa che non quadra. Non si è mai capito se le aree di ingresso al parco, quello della zona stadio, sono di proprietà comunale, aree standard che i costruttori avrebbero dovuto lasciare al Comune o se furono impropriamente – come accaduto in molti altri parchi di Marano – “requisite dai costruttori”. E nemmeno è chiaro se gli interventi realizzati nel tempo, sui portici ma anche all’interno del parco, siano effettivamente riconducibili all’edilizia economico-popolare. Tutto è avvolto nel mistero, anche se i costruttori e titolari di attività ritengono che il loro operato sia più che legittimo, ma i maranesi che hanno qualche annetto in più e che hanno bazzicato a lungo nelle stanze comunali giurano che molte cose non sarebbero a norma. Alcune aree, come quella data alle fiamme qualche anno fa, appartengono al Comune di Napoli; altre ancora dovevano essere lasciate alla collettività e sui portici non si sarebbero potute realizzare attività di tipo commerciale. E’ realmente così?
Delle costruzioni antecedenti o successive agli anni Novanta ce ne siamo occupati varie volte. L’anno scorso individuammo diverse aree sottratte illegalmente ai cittadini e al Comune di Marano, ma l’ente (forse consapevolmente) sbagliò gli atti per l’acquisizione dei beni sottratti dando così modo ai privati di ricorrere al Tar. E’ la storia della lottizzazione di via San Rocco, alle spalle dell’ufficio postale, e potrebbe essere il caso anche di via Falcone.
Per sciogliere i nodi ci vorrebbe un’indagine come Dio comanda. E’ inutile riporre speranze nel Comune, dove ancora oggi lavorano tecnici e funzionari che avrebbero avallato le “porcate” commesse nel passato; è inutile sperare anche nei vigili urbani, per motivi che i maranesi con i capelli bianchi conoscono a menadito. Qualche anno fa ad Aversa, grazie ad un’indagine di carabinieri e Guardia di finanza, vennero alla luce diverse anomalie e alcuni pagarono il conto. Chissà se qualcuno a Marano avrà voglia di interessarsi alla questione, una delle tante che potrebbero far emergere collusioni, complicità, anomalie o errori di vario genere.

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