Sono sei le persone finora finite in carcere nell’ambito dell’inchiesta sul Pip. Oltre a Salvatore Polverino, alias “Toratto”, e Antonio Visconti (entrambi nella foto), in carcere sono finiti Aniello e Raffaele Cesaro, titolari dell’omonima società, Antonio Di Guida, imprenditore del mattone ed ex assessore provinciale di Forza Italia, e Oliviero Giannella, tecnico di fiducia di Salvatore Polverino, figlio del latitante Antonio e cugino di Giuseppe Polverino. Secondo gli inquirenti, “Toratto” sarebbe il titolare di fatto di un capannone del valore di oltre 1 milione e 500 mila euro intestato a Visconti.
Nel registro degli indagati invece sono iscritti Luigi Cesaro, parlamentare forzista, Gennaro Pitocchi, ex capo dell’ufficio tecnico di Marano e ritenuto vicino ai Cesaro, Maria Femiano, segretaria dei fratelli Cesaro, Salvatore Di Nunzio, commercialista del palazzinaro maranese Angelo Simeoli, alias “Bastone”, Francesco Scialò, consulente tecnico di lungo corso dei Cesaro, e l’ex sindaco di Marano Mauro Bertini, indagato per corruzione. Il Riesame, qualche settimana fa, ha scarcerato invece Pasquale Di Guida, imprenditore e cugino di Antonio Di Guida.
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