A Ercolano, comune guidato dal renziano Buonajuto, votano per Renzi immigrati e tutta la destra

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La vecchia destra dalle mille evoluzioni, il “centro democratico” di un vicesindaco con un fratello che fu arrestato per usura. E poi anche il voto dei migranti del Cas accolto ai piedi del Vesuvio, uno dei centri di accoglienza straordinaria per i richiedenti asilo. C’è anche tutto questo dietro il “primato” degli oltre 5mila votanti di Ercolano, la città degli Scavi e del Vesuvio, un record nazionale nel comune governato dal renzianissimo  sindaco in ascesa, l’avvocato Ciro Buonajuto. Da quel centro arroccato alle pendici del vulcano, racconta adesso un giovane nero, quegli elettori sarebbero stati “prelevati” e indotti “a votare per Renzi. Ci hanno dato anche i due euro”. Apriti cielo. Così si rinnoverebbero la presunta maledizione delle primarie a Napoli e dintorni. Ieri, inverno del 2011, i “cinesi” del fu candidato sindaco Andrea Cozzolino in lotta contro Umberto Ranieri,  l’ex delfino di Giorgio Napolitano: gazebo poi totalmente annullati senza che sia mai stato fornito un esito ufficiale. Oggi, sei anni dopo, gli “africani” del Vesuvio.

Ben 5.139 partecipanti alle primarie di domenica, su 300 iscritti Pd. Ma il risultato che forniranno le urne è abbastanza prevedibile: 83 per cento va al segretario uscente, cui è legatissimo il sindaco, vicino alla “visione del Pd di Matteo” fin dalla prima Leopolda, nonché amico personale anche del sottosegretario Maria Elena Boschi; il 14 per Orlando, solo il 3 per la mozione Emiliano. Una “straordinaria festa della democrazia”,  come l’ha definita Buonajuto? Non solo. Ombre politiche e non solo, rischiano di segnare quel risultato.

“Il patto con la vecchia destra”
Su tutto, quello che molti delusi dem, in questo pezzo di terra ex comunista dilaniata da progressive scissioni,  chiamano ”il patto con la destra”. Alleanze con i trasformisti, la vicinanza che l’amministrazione ha stretto con vecchi rappresentanti della destra, alcuni dei quali imparentati con personaggi gravati da precedenti giudiziari. In particolare, stando alle testimonianze raccolte da Repubblica, a festeggiare con il primo cittadino e con il suo vice la sera di domenica, con lievi brindisi e numerose foto, ecco alcuni consiglieri che in passato sono stati esponenti di punta di Forza Italia e di An, poi candidati alle ultime amministrative del 2015 proprio contro l’attuale sindaco, e sotto le insegne di Area Popolare. Oggi, gli stessi avversari di un tempo  siedono, in Comune, nel gruppo misto. E si abbracciano, con i dem della giunta e dell’amministrazione, allo spoglio delle schede.  Si tratta di consiglieri che “controllano pacchetti di voti , da un minimo di 1500 consensi”, sottolineano ai piedi del Palazzo. Una vicinanza che il sindaco non smentisce, ma spiega. “Sì. Ci sono stati degli avvicinamenti – racconta Buonajuto – Queste persone non sono più né con la destra, né con le opposizioni. Ma il tentativo di sporcare o inquinare un risultato così bello, un numero così alto di partecipanti non può riuscire agli odiatori professionisti. Ercolano vuole guardare avanti, vuole liberarsi dalla cappa di continui e antichi conflitti. Vuole guardare alle soluzioni: perché i problemi della città sono numerosi, ma anche le potenzialità sono davvero enormi e per la prima volta forse la comunità sente che c’è uno sforzo per valorizzare territorio e giovani”.

Il migrante: “Ci hanno detto di votare Renzi”
Uno sforzo che, evidentemente, supera gli steccati oltre ogni previsione. Fin dalla mattina di domenica, si vedono file di migranti ai seggi di Ercolano. Nessuna novità, per la cronaca. Già in altre iniziative politiche si sono visti partecipare attivamente quei giovani provenienti dal centro “L’impronta”, arroccato a San Vito, una contrada sui fianchi del Vesuvio. “Sono integrati, loro sono una bella realtà del territorio”, si affretta precisare il sindaco già nel pomeriggio, mostrando decine di foto che ritraggono le facce sorridenti di quegli africani con alunni delle scuole, o in alcuni incontri pubblici, tra società e cultura, promossi dall’amministrazione al museo Mav. Testimoni, anche alcuni esponenti dell’opposizione. Ma due giorni dopo, un video pubblicato da Fanpage , mostra un versante inquietante di quella partecipazione. IL ragazzo straniero che parla in telecamera, il volto oscurato per proteggerne l’identità, racconta:  “Ci hanno detto di andare a votare per la terza persona sulla scheda (Renzi, ndr) e ci hanno dato i documenti e i due euro”. E ancora: “Quelli del centro ci hanno detto di andare a votare, nessuno di noi sapeva perché. Ci hanno portati al seggio con l’auto del centro di accoglienza, un po’ per volta. Ha votato una sessantina di noi. Hanno detto che per noi migranti era importante votare. Io l’ho fatto perché ho sperato che mi aiutasse a ottenere il permesso di soggiorno”. Insorge subito la Lega. Che chiede l’intervento della Procura. Mentre il sindaco Buonajuto parla di “fake”, e uno dei responsabili del centro contesta il racconto del giovane immigrato.

Repubblica

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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