Edilizia e camorra. Non solo i Simeoli: richieste di condanna anche per dipendenti comunali, prestanome e tecnici

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Non solo i re del mattone maranese, ovvero Antonio, Luigi e Benedetto Simeoli, accusati di esser legati al clan Polverino, ma anche prestanome di società immobiliari e cooperative, tecnici molto noti in città nonché dipendenti ed ex funzionari del Comune di Marano. E’ lunga la lista (25 nomi) delle persone finite nel mirino della pubblica accusa che ieri, nell’aula della quarta sezione del tribunale di Napoli, ha chiesto condanne pesantissime.

Tra loro figurano infatti Gianluca Buonocore (chiesti 5 anni di carcere), attuale dipendente del Comune di Marano, responsabile unico del procedimento per la realizzazione della nuova compagnia dei carabinieri nonché Rup dell’asilo nido (mai completato) di piazzale dalla Chiesa, sorto proprio su un terreno un tempo di proprietà dei Simeoli. Buonocore si occupò di alcune pratiche per la realizzazione di una palazzina (poi sequestrata) di via Casalanno ad opera della Laura sas.

Raffaele Perna (chiesti due anni di carcere), ex dipendente dell’ufficio tecnico comunale da qualche mese in pensione. Vale lo stesso discorso fatto per Buonocore su Casalanno.

Armando Santelia, difeso dall’avvocato Filippelli (chiesti 3 anni di carcere), ex dirigente capo dell’ufficio tecnico comunale. Santelia era dirigente anche quando fu costruito il complesso residenziale del Galeota (poi sequestrato per abusi edilizi) e capo del settore quando fu realizzata un’abitazione abusiva praticamente a ridosso della caserma dei vigili urbani. Abitazione mai abbattuta o sgomberata.

C’è anche Rosario Altomonte, ingegnere, volto noto al Comune di Marano e a Quarto, il tecnico che sottoscrisse la perizia giurata per l’abitazione di Ignazio Baiano, marito del sindaco Rosa Capuozzo. Altomonte ha anche seguito alcune pratiche propedeutiche alla realizzazione della palazzina di via Casalanno, praticamente a ridosso del convento francescano.

Sono virtualmente fuori dalla vicenda, invece, Giovanni Gala (ex presidente del Consiglio comunale) e Fabio Cecere, commercialisti dei Simeoli in due epoche diverse. Per loro richiesta di assoluzione perché il reato è depenalizzato. Potrebbero essere destinatari di una sanzione amministrativa da parte del Mef.

 

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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