Marano, l’ombra della malavita sul Comune: concluso il lavoro della commissione d’accesso. La triade è favorevole allo scioglimento dell’Ente per camorra

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La Commissione d’accesso agli atti ha concluso il proprio lavoro e, tra oggi e domani, consegnerà la relazione ispettiva al prefetto di Napoli Gerarda Pantalone. Il contenuto di quelle pagine – secondo le nostre fonti – non lascia alcun spazio alle interpretazioni: la triade è favorevole allo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche.

Sei mesi di lavoro al Comune (si era insediata a marzo) per vagliare atti, documenti, delibere e per capire se la malavita organizzata ha effettivamente influenzato la gestione amministrativa degli ultimi 36 mesi. Il dossier è stato sottoscritto dal viceprefetto Gerlando Iorio, dal capitano dei carabinieri di Giugliano Antonio De Lise e dall’architetto Antonio Bruno. Tantissime le vicende e gli atti esaminati in questo lungo lasso di tempo: i progetti del Piu Europa, i bandi di gara per il servizio di igiene urbana, le questioni attinenti ai mancati abbattimenti o sgomberi di beni occupati illegalmente, ma anche quelle relative all’abusivismo edilizio e agli allacci, anch’essi abusivi, sulla condotta idrica comunale. Ma la triade commissariale, insediatasi quando il Comune era ancora guidato dalla giunta Liccardo, ha focalizzato la propria attenzione anche su tanti altri aspetti: parentele e sponsor scomodi di ex assessori, consiglieri (di maggioranza e opposizione), canoni idrici non emessi per circa quattro anni, una sepoltura non autorizzata al cimitero e l’arresto di un dipendente dell’Ente che aveva nascosto un’arma sul luogo di lavoro.

In questi sei mesi le riunioni della Commissione si sono tenute prevalentemente nei locali della tenenza di via Lazio, dove spesso sono stati convocati dirigenti, funzionari e dipendenti comunali. Il contenuto della relazione sarà ora esaminato dal prefetto di Napoli, che avrà 45 giorni per redigere un ulteriore documento che finirà sulla scrivania del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Sarà lui, eventualmente, ad inviare la proposta di scioglimento del Comune al Presidente della Repubblica. Il Capo dello Stato, a sua volta, emetterà un decreto di scioglimento previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Solo a quel punto al Comune si insedierebbe una Commissione straordinaria, per un periodo che va dai 12 ai 24 mesi. L’iter prevede dunque ulteriori step e, verosimilmente, il tutto si concluderà entro la fine dell’anno. Fino a quel momento l’ente cittadino continuerà ad essere retto dal commissario straordinario Franca Fico, insediatosi qualche mese fa dopo le dimissioni dell’ex sindaco Angelo Liccardo. L’attesa negli ambienti comunali è spasmodica, mentre l’attività politica è praticamente ferma da maggio. I partiti e i movimenti sono alla finestra e attendono di sapere se si voterà nella prossima primavera o se il Comune subirà l’onta dell’ennesimo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. In quest’ultimo caso si tornerebbe alle urne non prima della primavera del 2018.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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