Avremmo volentieri fatto a meno di questo ultimo articolo-editoriale. Non amiamo sparare sulla croce rossa e non vogliamo in alcun modo – anche se non abbiamo mai lesinato critiche all’amministrazione uscente – infierire su Liccardo e sui suoi.
Ma il manifesto apparso stamani sui muri delle strade di Marano ci impone di non tacere. Troppe falsità in quel manifesto e una sola, grande verità.
Liccardo – ormai come un disco rotto – parla di avvenuto risanamento dei conti pubblici, di lavori per il Piu Europa portati a termine e, udite udite, di finanziamenti ottenuti per le attrezzature dell’isola ecologia.
Niente di più falso. E i motivi sono noti, noti da tempo. I conti dell’ente non sono affatto risanati, visto che il Comune è in uno stato di deficitarietà strutturale, ovvero l’anticamera del dissesto finanziario.
Non è vero che i progetti europei sono stati tutti ultimati e non è vero che tutto è andato per il verso giusto. Basti pensare infatti alla storia del Giardino dei cinque sensi, né affidato né completato, il progetto perso per la strada di raccordo tra via Marano-Pianura e il cimitero, quella ostacolata dalla presenza di un capannone abusivo mai rimosso.
E ancora, la “palla” più grande, quella relativa al finanziamento delle attrezzature dell’isola ecologica (non ancora aperta). Tutti sanno che si tratta di fondi intercettati dalla giunta Perrotta e non da quella Liccardo.
Il sindaco dice, però, una grande, grandissima verità quando alla fine del testo contenuto nel manifesto afferma: “Amo Marano, ma non ci sono le condizione per ritirare le dimissioni”.
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