Camorra, clan Moccia: il giudice rinvia il processo per analizzare le intercettazioni

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Presso la Terza sezione penale del Tribunale di Napoli si è svolta, ieri, l’udienza del processo che vede imputati alcuni affiliati al clan Moccia, influente nei territori di Casoria ed Afragola. Tuttavia, il giudice ha rinviato al 24 maggio – dopo una breve sospensione del dibattimento – per consentire ad un perito di trascrivere tutte le intercettazioni registrate dalla compagnia dei carabinieri di Casoria. Quindi ha accolto la richiesta di alcuni difensori di esaminare tutto il materiale probatorio. Le strade intraprese dagli avvocati sono diverse: alcuni, infatti, hanno chiesto il rito abbreviato, permettendo così l’integrazione necessaria delle prove e dei testi ai fini della decisione finale.

Storie di estorsioni e predominio territoriale organizzato. Trenta arresti nel 2015, di cui sette erano già in carcere. Quella dei Moccia è uno dei clan più potenti  dell’hinterland a nord di Napoli.  Alcuni imputati erano in aula: Angelo Pezzullo, Gennaro Criscitelli, Antonio e Giuseppe Nuzzi, Luigi Puca, Giuseppe e Vincenzo Capone. Tra un dialogo e l’altro, con i propri avvocati, gli imputati nel gabbiotto hanno inviato ai parenti venuti ad assistere l’udienza baci e saluti.

Tangenti ai commercianti, agli imprenditori e un giro d’usura di milioni d’euro: questi sono i capi d’imputazione che il pm ha elencato e ricordato rivolgendosi al giudice. Ma anche una sparatoria c’è nel conto, durante la quale fu ferito Giuseppe Iodice, poi soccorso da Daniele Ferrara che, però, secondo la difesa, si trovava lì per caso. Inoltre, sempre dal pubblico ministero, è stato posto l’accento sul fatto che il gip, con decreto d’urgenza, ha disposto la verifica delle intercettazioni che vanno dal 2010 al 2015 e, in più, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che potrebbero bastare, quindi, per la condanna.

L’Associazione antiracket si è costituita parte civile per ribadire solidarietà ai cittadini e di chi lavora contro il sistema criminale. Il continuo rinvio del processo, tuttavia, alimenta la preoccupazione di chi teme il rischio prescrizione.

Mario Conforto

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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