Scossone al Comune di Marano. Liccardo: “Pronto a consegnare la fascia tricolore. Abbiamo gravissime carenze di organico, faccio appello al Ministero”

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Dichiarazioni destinate a lasciare il segno e a far discutere, cittadini e addetti ai lavori, per i prossimi giorni. Angelo Liccardo, il sindaco di Marano che qualche mese fa decise di tornare sui suoi passi dopo essersi dimesso, potrebbe presto uscire di scena nel caso in cui l’ente da lui diretto non dovesse avere la possibilità di assumere personale. Lo paventa egli stesso nella nota diramata agli organi di stampa. Il suo sfogo-appello potrebbe però avere più di una chiave interpretativa. Liccardo, stretto nella morsa delle mille problematiche che attanagliano la città e l’ente e con i numeri risicati in Consiglio comunale, potrebbe essersi reso conto che non sussistono più le condizione per proseguire. Cosa accadrà nelle prossime settimane? Lo scopriremo quando sarà noto il parere del Ministero dell’Interno sul potenziamento della dotazione organica al Comune. Interpellato da Terranostranews, Liccardo ha infine posto l’accento sul suo futuro politico. Non aderirà a liste centriste, ma potrebbe in futuro – come tanti altri moderati – esser interessato al progetto del Partito della Nazione.

Di seguito le parole del sindaco di Marano.

“Se il Ministero non mi darà la possibilità di assumere il personale necessario all’Ente, sono pronto a prendere decisioni drastiche sul proseguimento dell’attività amministrativa”. Con queste parole Angelo Liccardo, sindaco di Marano, pone l’accento sulla difficile situazione in cui versa il Comune sotto il profilo della dotazione organica, non escludendo gesti clamorosi nel caso in cui il Ministero dell’Interno non dovesse accogliere le richieste di assunzione di nuovo personale. L’amministrazione comunale ha infatti richiesto, nei giorni scorsi, il via libera ad assumere svariate figure tra dirigenti, funzionari, istruttori, applicati e collaboratori di staff. “Siamo in uno stato di forte criticità – spiega il primo cittadino – dovuto all’assenza di figure apicali e tecnici in uno dei comparti, l’area tecnica, il cui funzionamento è fondamentale per la vita amministrativa. Fino a pochi anni fa il settore poteva contare su ben trenta figure professionali, ora invece siamo ridotti all’osso”.

Difficoltà che si aggiungono a quelle di carattere economico-finanziario e che si sono acuite nell’ultimo biennio, a causa dell’introduzione di nuove norme che hanno ulteriormente penalizzato gli enti locali. “Nel 2014 avevamo in organico quattro dirigenti, due a tempo indeterminato e due a tempo determinato – continua Liccardo – In quello stesso anno la nuova legge ci imponeva di assumere a tempo determinato solo il 30 per cento del personale, costringendoci in pratica a non rinnovare il contratto dell”allora dirigente Agostino Di Lorenzo. Nel 2015 è subentrato, come se non bastasse, il blocco delle assunzioni per gli enti, come il nostro, che non erano in grado di pagare i fornitori nei 90 giorni previsti. Il nostro Comune, per aver sforato soltanto di un paio di giorni, non ha potuto così rinnovare i contratti del personale di staff e individuare le figure dirigenziali necessarie”.

Per quest’anno si era aperto uno spiraglio grazie alla sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato la norma  sul blocco delle assunzioni. Purtroppo, però, si è ancora in attesa che il governo approvi i decreti attuativi sulla riforma del pubblico impiego, senza i quali la sentenza della suprema magistratura non può essere recepita. “Questa situazione ha generato un clima di sfiducia tra gli stessi dipendenti comunali, che non lavorano con la giusta serenità – conclude il sindaco di Marano – Senza un potenziamento dell’organico saremo impossibilitati a mettere in campo i provvedimenti necessari ad una città di oltre 60 mila abitanti e dalle molteplici problematiche.

Non mi sono mai sottratto alle responsabilità e ho cercato, pur tra mille difficoltà, di fare il meglio per il Comune e la nostra città. Quando ho ritirato le dimissioni confidavo nell’approvazione del piano del fabbisogno del personale e del conseguente potenziamento dell’organico. Un’ipotesi sfumata a fine 2015 per il diniego del Ministero. Ora, dopo un’approfondita analisi e dopo un serio e sereno confronto con la mia maggioranza e squadra di governo, sto valutando l’idea di prendere una decisione drastica nel caso in cui il Ministero bocciasse le nostre richieste. Sono pronto finanche a consegnare la fascia tricolore e le chiavi del Comune”.

Quanto al suo futuro politico e ai rumors relativi a un suo avvicinamento a un partito di area centrista, in particolare all’area che ha di recente accolto il consigliere regionale Michele Schiano, il primo cittadino di Forza Italia dichiara: “Sono a tutti gli effetti un esponente di Forza Italia e per ora non ho alcuna intenzione di abbandonare il mio partito per intraprendere altre strade. Se in futuro dovesse nascere un nuovo contenitore, un nuovo soggetto politico capace di raggruppare i moderati, i liberali e i riformisti del nostro Paese farò le mie opportune valutazioni”.

 

© Copyright 2016 Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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