Scacco ai narcotrafficanti e alle nuove leve della camorra maranese. In carcere, con l’operazione condotta ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, sono finiti i rampolli delle famiglie malavitose che da decenni gestiscono il fiorente traffico degli stupefacenti: hashish innanzitutto, ma anche cocaina.
Senza tralasciare il business, altrettanto importante, del contrabbando di sigarette. Un’operazione che ha portato all’arresto di ventuno persone (è sfuggito alla cattura soltanto Bruno Carbone) e che ha permesso di ricostruire i mutamenti avvenuti, negli ultimi anni, nel complesso scacchiere criminale delle città. I fatti risalgono al biennio 2012-2014, il periodo di massima debolezza dei Polverino, il clan egemone guidato da Peppe ‘o barone.
E’ in questo arco temporale che Antonio Nuvoletto prova ad occupare o quanto meno a sfruttare gli spazi lasciati liberi dai reggenti e dagli affiliati del clan Polverino, disarticolato e indebolito da inchieste giudiziarie in grande stile. Senza mai entrare in conflitto con gli alleati storici, che all’inizio degli anni Novanta subentrarono proprio ai Nuvoletta, decide di allargare i propri orizzonti e interessi criminali, sfruttando le rotte del narcotraffico già sperimentate e battute dai Polverino. Il canale favorito è quello di sempre: Marocco, Spagna, Italia.
Per Marano, una delle capitali europee dell’hashish, transitano centinaia di chili di droga al mese. Antonio Nuvoletto e gli altri arrestati ieri, tra cui Giuseppe Iacolare (nella foto), Celestino Esposito, entrambi figli “d’arte”, Salvatore Avolio (che nel periodo oggetto delle indagini si scontrò, avendo la peggio, più volte con il gruppo degli scissionisti di Marano), Tommaso Riccio e Gabriele Andreozzi, si avvalgono di corrieri e staffette, con la droga occultata in articolati e autocarri, e riescono a dirottare ingenti partite di droga non solo in tutta la Campania ma anche in Sicilia.
I militari del Nucleo investigativo di Napoli, attraverso pedinamenti e intercettazioni telefoniche, riescono a fare luce anche su un tentato omicidio, ordito proprio da Nuvoletto. A finire nel mirino dei maranesi, a causa del mancato pagamento di una grossa fornitura di droga, il figlio di un acquirente di stupefacenti residente in Sicilia. Un omicidio sventato dagli stessi siciliani, che in extremis pagarono il dovuto ai rampolli dei Nuvoletta.
Grazie al blitz di ieri, i carabinieri sono riusciti ad acciuffare altri elementi di primo piano dell’organizzazione. Tra questi, oltre a Iacolare, Esposito, Nuvoletto (già in carcere da tempo) e Avolio, anche Vincenzo Polverino, 60 anni, per contrabbando di sigarette sull’asse Grecia-Italia: un business, quest’ultimo, portato avanti sfruttando le potenzialità di una ditta di trasporti con sede a Villaricca gestita da Fulvia Fragrasso e Achille Baratto. I carabinieri, nel corso dell’operazione di ieri, hanno inoltre sequestrato beni mobili e immobili, società, quote societarie, autoveicoli e conti correnti.
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