Quando si tratta di dare seguito a qualche spostamento negli uffici del Comune, finisce quasi sempre con un nulla di fatto o, nella migliore delle ipotesi, tutto si svolge con tempistiche e ritardi a dir poco impressionanti.
C’avevano provato i commissari un anno e mezzo fa, con una delibera che prevedeva il turn over di 34 dipendenti, tra cui alcuni pezzi “grossi” di importanti uffici. Delibera rimasta pressoché lettera morta, poiché alcuni dipendenti, tra quelli dovevano ruotare, si fecero “raccomandare” da qualche dirigente mentre altri entrarono nelle grazie di qualche commissario che decise così di soprassedere.
Poche settimane fa la giunta Visconti, attraverso una delibera annunciata ed avallata dall’assessore al personale D’Alterio, annunciava i primi cinque spostamenti interni.
Vittorio Iorio, da anni all’ufficio attività produttive, dovrebbe andare all’ufficio igiene urbana -lavori pubblici; Maria Rosaria Passaretti dall’ufficio lavori pubblici alle attività produttive e urbanistica; Antonietta Tipaldi dagli affari generali all’area urbanistica; Carolina Perillo dalla pubblica istruzione e welfare agli affari generali; Felicia Santoro (l’unica effettivamente spostata) dagli affari generali al patrimonio. La delibera era immediatamente esecutiva, ma come al solito sono sorti alcuni problemi, visto che non si trova ancora un sostituto di Iorio e che per un altro dipendente, indicato anch’egli nella delibera, non è arrivato il via libera del sindacato.
La giunta vuole risolvere il problema del dissesto, ma non taglia le spese per le aree dirigenziali al momento inutili, come quella per gli affari generali, già sprovvista di un dirigente sospeso dal servizio (che tra l’altro tra pochi mesi usufruirà della quota 100) e quindi facilmente incardinabile tra le deleghe di competenza della segretaria generale; non abolisce un ufficio avvocatura costoso e privo di figure apicali; non rafforza il settore tributi per una seria lotta all’evasione fiscale. E non riesce nemmeno a spostare qualche dipendente da un ufficio all’altro. Poi è scoppiato il caso dei procedimenti disciplinari e anche lì c’è stata confusione, con procedimenti portati a termine e altri sospesi in attesa del giudizio penale.
Per rilanciare il Comune bisogna partire in primis dalla riorganizzazione interna dell’ente. Lo abbiamo ribadito mille volte, ma passano gli anni, le giunte, le commissioni prefettizi e nulla (o quasi) cambia. E i consiglieri cosa fanno? Qualcuno propone addirittura di premiare qualche “interno”, conferendogli posizioni organizzative o dando il la a progressioni verticali. Ma questi consiglieri le hanno lette le relazioni che hanno portato ai vari scioglimenti del Comune? Ma questi consiglieri le hanno lette alcune ordinanze della magistratura, gli atti del Pip e di altre inchieste?
Ma questi consiglieri, di maggioranza e opposizione, lavorano per il popolo di Marano o sono chiamati a tutelari alcuni poteri forti interni alla macchina comunale? E’ ignoranza o malafede?
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