
Arrestati quattro agenti per gli italiani spariti in Messico
Il procuratore generale Raul Sànchez ha detto durante una conferenza stampa che i quattro agenti della polizia locale hanno confessato di aver “venduto i tre italiani a membri di una banda del crimine organizzato di Tecalitlàn”, città di 16.500 abitanti a 600 chilometri a ovest di Città del Messico. Ora rischiano una condanna tra 40 e 60 anni di carcere.
Le autorità messicane hanno assicurato che continuano le ricerche dei tre italiani, ma al momento non si può affermare con certezza che siano finiti nelle mani del ‘Cartel Jalisco Nueva Generacion’, una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico. È stata invece confermata la prima ricostruzione dei fatti: Russo, il figlio e il nipote sono stati fermati da poliziotti in una stazione di servizio a Tecalitlàn. Da lì i criminali cui sono stati “ceduti” li avrebbero portati verso l’autostrada in direzione di Jilsotlàn. Gli inquirenti non escludono il coinvolgimento di altri agenti. E non c’è ancora nessuna traccia del capo della polizia di Tecalitlàn, Hugo Enrique Martinez Muniz, sospettato di aver avuto un ruolo nella vicenda.


























