Desidero innanzitutto ringraziare TerraNostraNews, che con il suo lavoro di informazione ha scoperto e portato all’attenzione dei cittadini una vicenda che altrimenti sarebbe passata sotto silenzio: l’abolizione dell’agevolazione comunale del 50% sulla TARI destinata alle famiglie più fragili di Marano.
Con la delibera della Commissione Straordinaria n. 2 del 22 gennaio 2026 è stata infatti cancellata una misura che rappresentava un concreto sostegno per tanti nuclei familiari in difficoltà. La motivazione addotta è che esiste già il bonus sociale nazionale del 25% previsto da ARERA per chi possiede un ISEE inferiore a 9.530 euro. Ma questo non giustifica affatto la soppressione dell’ulteriore agevolazione comunale.
Fino al 2025, infatti, le famiglie aventi diritto potevano beneficiare sia del bonus nazionale del 25% sia della riduzione comunale del 50%. Da quest’anno, invece, resterà soltanto il bonus automatico previsto dal Governo, con un inevitabile aumento della TARI proprio per chi vive le maggiori difficoltà economiche.
Il paradosso è ancora più evidente se si considera che i cittadini pagano sempre di più per un servizio di igiene urbana che continua a essere largamente insufficiente. La raccolta dei rifiuti è spesso carente, le strade versano in condizioni di degrado, lo spazzamento è inadeguato e la manutenzione ordinaria del territorio lascia molto a desiderare.
Mi chiedo, e chiedo alla Commissione Straordinaria, perché Comuni come Napoli riescano a mantenere il bonus nazionale del 25% affiancandolo ad ulteriori agevolazioni locali, mentre a Marano si sceglie di eliminare proprio gli strumenti di tutela destinati alle famiglie più fragili.
È una decisione che considero profondamente ingiusta e che scarica sui cittadini più deboli il peso delle difficoltà economiche dell’Ente, senza alcun miglioramento dei servizi offerti.
Marano ha bisogno di amministratori che assumano decisioni politiche nell’interesse della comunità e non di continui tagli che penalizzano sempre gli stessi. Per questo auspico che si possa tornare quanto prima al voto, affinché siano i cittadini a scegliere chi dovrà guidare la città e restituirle una prospettiva di crescita e attenzione verso le fasce più deboli.
Giovanni Licciardi
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