1.555 Visite
Il Comune di Grumo Nevano, quindi i cittadini grumesi, rischia di pagare oltre 5 milioni di euro di risarcimento danni per la questione dell’ex Palazzo Nappi. Inoltre, la città deve sopportare lo sfregio di un cantiere abbandonato da anni in piazza Romano con rischi anche igienici. I residenti denunciano il pericolo per la presenza di adolescenti, che giocano all’interno del cantiere da anni abbandonato.
Nel 2012 il Comune concede il permesso di costruire 10307/2012 per l’abbattimento e la ricostruzione dell’ex palazzo Nappi con un aumento di volumetria basato su un certificato rilasciato dall’allora responsabile della II^ Sezione Urbanistica del Comune, che attestava che il palazzo era già stato ristrutturato e quindi non aveva carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale. L’Ufficio Tecnico continuava a sostenere l’avvenuta ristrutturazione nel 2013.
Il TAR annullava il permesso di costruire, riconoscendo la non veridicità del certificato del 2011 e della nota del 2013.
Il responsabile dell’UTC nei primi mesi del 2011, quando fu redatto il certificato ritenuto non veritiero dal TAR e su cui si basava l’aumento di volumetria, era l’architetto Alberto D’Urso, dipendente della provincia di Napoli e commissario ad acta a Marano, autorizzato dal commissario Prefettizio Sarti presso la sede di Grumo Nevano come responsabile Lavori Pubblici e Urbanistica a causa delle gravi lacune organiche del Comune.
Dopo le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, il Comune ha denunciato l’abusività dell’opera e, non avendo i proprietari ripristinato lo stato dei luoghi o chiesto un permesso di costruire a norma di legge, il Comune ha acquisito il suolo. Attualmente, il suolo è già dei cittadini e potrebbe essere usato per una bella piazza, come già proposto da qualcuno.
La Nova Opera srl di Sant’Antimo, in persona dell’amministratore unico, Luigi Vergara, ha citato il comune per oltre cinque milioni di euro, perché il permesso annullato è stato concesso dal Comune in base ad un certificato del 2011 di un tecnico dello stesso ente.
Per i grumesi, insomma, oltre il danno anche la beffa. L’opposizione non ci sta e chiede al Sindaco di chiarire: che c’entrano i cittadini se un tecnico ha certificato una cosa non vera? L’Amministrazione ha verificato cosa è successo all’interno dell’Ufficio Tecnico in questi anni? Si prenderanno provvedimenti? Domande in attesa di risposte, perché i cittadini devono sapere la verità.


























